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    Torrita Blues 2013
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    Guida al Festival 2013

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    La guida completa di
    TORRITA BLUES 2013 da scaricare

     24 pagine con tutte le info
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    TORRITA BLUES FESTIVAL
     

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    TORRITA BLUES 2012

    Annunciato il primo artista internazionale
    della 24° edizione di Torrita Blues
    Joe Louis Walker
    Venerdi 22 giugno 2012
    (Piazza Matteotti - Torrita di Siena SI) 

    joe_louis_walker
    sito ufficiale www.joelouiswalker.com
     
         
    Il Fillmore di San Francisco, conosciuto in tutto il mondo come il luogo d’origine del rock psichedelico, è anche la casa dell’elettrico blues moderno ed è il luogo dove uno dei più grandi pionieri del genere, Joe Louis Walker, è nato e cresciuto.
    Vincitore di numerosi awards, con una profonda voce soul e talentuoso scrittore, dal 1986 ha portato un’innovazione musicale sulle scene, anche se la sua carriera risale a metà anni ’60.
    Ancora sedicenne si esibisce con altri musicisti in uno dei locali più rinomati di San Francisco,The Matrix, dove divide lo stage e apre i concerti per tutti, da Lightnin’ Hopkins (che è uno dei primi che lo porta sul palco) a Jimi Hendrix e Thelonious Monk. Questi concerti esprimono perfettamente la facilità con cui Walker combina blues, rock, gospel, jazz e country come se non fosse mai esistito un confine tra tutti questi stili.
    The New York Times dice di lui ”Walker è un cantante con una “Cadillac” di voce. Sprigiona un sentimentale, profondo blues. I suoi assoli di chitarra sono rapidi, vigorosi e incisivi, arricchiti da lamentosi blues.” In accordo con Living Blues è “uno dei mestri della musica moderna dei giorni nostri”. Rolling Stone lo definisce semplicemente “spaventoso”.
    Niente è più evidente come nel suo album del debutto per Alligator Records, Hellfire, che, prodotto da Tom Hambridge (produttore anche degli ultimi due lavori vincitori di Grammy di Buddy Guy, Skin Deep e Living Proof, così come di Susan Tedeschi, George Thorogood e altri), è ricco di energetico rock e intenso blues.
    Lui stesso, che ha scritto ben 7 delle undici tracce, dice che l’album è il più roccheggiante e allo stesso tempo profondamente soul della sua carriera.
    La sua rovente chitarra e le sue naturali vocalità tinte di sfumature gospel si mescolano tra loro, dai toni psichedelici della traccia che dà il nome all’album (un tormentato e personale racconto della lotta del bene contro il male) al lento e implorante “What’s It Worth”  al  roccheggiante “Ride All Night”, “Hellfire è definito il lavoro di un uomo posseduto”. Il pezzo originale “Soldier For Jesus” (le cui armoniose vocalità sono di The Jordanaires, che appare anche in “Don’t Cry”) si integra perfettamente con le altre tracce, creando un senso tematico degno della tradizione di Al Green, Marvin Gaye e Prince, che combinano con successo i desideri carnali e le devozioni religiose.
    Nato a San Francisco il giorno di Natale del 1949, nonostante non sia cresciuto al Sud, la sua esposizione al blues è pura e reale anche grazie ai genitori che, originari del Sud, portano con sé il loro amore per questa musica che passano anche al figlio.
    Inizia a suonare la chitarra ancora ragazzino e a sedici anni, sotto la protezione del famosoFillmore Slim, si esibisce regolarmente nei club locali come supporto per altri artisti.
    San Francisco diventa velocemente un punto di incontro per il blues, jazz e il rock psichedelico e Walter è proprio al centro di tutto questo. Oltre al The Matrix si esibisce regolarmente alFillmore West di Bill Graham.
    Non solo accompagna e collabora con famosi nomi, ma anche con le sue personali conoscenze che lo hanno accompagnato e aiutato a fare progressi durante l’adolescenza.
    Fred McDowell, Ike Turner, Albert King, Freddy King, Robert Jr. Lockwood, Lightnin’ Hopkins e molti altri hanno insegnato, nutrito e castigato il giovane; ricordiamo due eventi, uno con Hopkins che, mentre sta cantando sul palco, gli ordina di scendere a suonare le sue amare note, e l’altra con l’icona blues Willie Dixon che gli dice “Qual è il tuo stile? Tu hai bisogno di un tuo sound”. Walter accoglie il consiglio e sviluppa il suo profondo, melodico e sempre inprevedibile sound.
    Nel 1968 incontra Michael Bloomfield che diventa una presenza importante nella sua carriera. Oltre a diventare un suo grande amico con il quale condivide anche l’appartamento fino alla morte di Michael nel 1981, introduce Walter ai grandi nomi del rock, incluso Sly Stone, Carlos Santana, Steve Miller, Bob Weir (dei Grateful Dead), Jorma Kaukonen (dei Jefferson Airplane) e anche la grande leggenda del jazz Wayne Shorter. Lo aiuta a spingersi verso la musica rock, diventando anche la sua più grande influenza. Walter è consapevole di tutto questo infatti, parlando di Bloomfield, dice: “Qualche volta posso sentire la sua presenza mentre suono”.
    Dal 1975 al 1985 non si esibisce in altro che nella musica gospel, cantando e suonando per iThe Spiritual Corinthians e si laurea in “Inglese” e “Musica” al San Francisco State University. Durante la sua esibizione con la corale al New Orleans Jazz & Heritage Festival del 1985, Walter, ispirato dal R&B, blues e rock che aleggiano intorno a lui, decide di non porre più limiti a sé stesso ritornando così a suonare blues.
    Grazie alla demo inviata alla Hightone Records firma il contratto con la stessa con la quale realizza, nel 1986,  il suo primo album Cold is the Night.
    Fermamente legato alla tradizione del blues, gospel, R&B e rock, l’album cattura l’attenzione dei fans di tutta l’America. Billboard lo definisce “il blues contemporaneo trovato” The San Francisco Chronicle dice di lui “sapientemente aggiorna il suo sound senza tempo”.
    Da questo momento Walter realizza altri 23 album e 2 DVD nonché dei tour mondiali, vince ben quattro Blues Music Awards, incluso il premio Album of the Year per Between A rock and a hard Place (Stony Plain Records) del 2010, viene nominato ben 43 volte e collabora come ospite di alcuni dei più grandi nomi del blues mondiali incluso l’apparizione nel lavoro di B.B. King e James Cotton vincitore di un Grammy.
    Album dopo album, il suo pubblico cresce sempre di più così come i suoi tour e i suoi concerti; si esibisce ai maggiori festival Europei incluso Northsea Jazz Festival, Glastonbury, Notodden e Montreux così come a festival in Giappone, Australia, Tailandia, Irlanda, Turchia e Brasile e appare sulle televisioni nazionali esibendosi al Late Night With Conan O’Brien, The Don Imus Show e Later With Jools Holland in Inghilterra.
    La critica e i fans lo celebrano da anni; Blues Revue lo definisce “uno dei blues contemporanei”, dinamico e innovativo musicista che realizza costantemente dell’eccitante musica. Nessun problema riguardo a cosa canta, Il suo approccio è carico di soul, profondo e magico. Living Blues dice “La sua trama è indelebilmente impressa con il suo marchio mescolato da emozioni e da un’impeccabile precisione, anche nella sua più completa esuberanza, Il suo sound è pieno di idee, non solo di note.”
    Bluesman di immenso talento, Walter si esibisce costantemente in tutto il globo, con la sua infuocata chitarra e sputando fiamme con la sua voce, Hellfire segna un nuovo capitolo nella leggendaria carriera di Joe Louis Walker.
    sito ufficiale: joelouiswalker.com/
    Il Fillmore di San Francisco, conosciuto in tutto il mondo come il luogo d’origine del rock psichedelico, è anche la casa dell’elettrico blues moderno ed è il luogo dove uno dei più grandi pionieri del genere, Joe Louis Walker, è nato e cresciuto.
     
    Vincitore di numerosi awards, con una profonda voce soul e talentuoso scrittore, dal 1986 ha portato un’innovazione musicale sulle scene, anche se la sua carriera risale a metà anni ’60.Ancora sedicenne si esibisce con altri musicisti in uno dei locali più rinomati di San Francisco,The Matrix, dove divide lo stage e apre i concerti per tutti, da Lightnin’ Hopkins (che è uno dei primi che lo porta sul palco) a Jimi Hendrix e Thelonious Monk.
    Questi concerti esprimono perfettamente la facilità con cui Walker combina blues, rock, gospel, jazz e country come se non fosse mai esistito un confine tra tutti questi stili.The New York Times dice di lui ”Walker è un cantante con una “Cadillac” di voce. Sprigiona un sentimentale, profondo blues. I suoi assoli di chitarra sono rapidi, vigorosi e incisivi, arricchiti da lamentosi blues.” In accordo con Living Blues è “uno dei mestri della musica moderna dei giorni nostri”. Rolling Stone lo definisce semplicemente “spaventoso”.


    Niente è più evidente come nel suo album del debutto per Alligator Records, Hellfire, che, prodotto da Tom Hambridge (produttore anche degli ultimi due lavori vincitori di Grammy di Buddy Guy, Skin Deep e Living Proof, così come di Susan Tedeschi, George Thorogood e altri), è ricco di energetico rock e intenso blues.Lui stesso, che ha scritto ben 7 delle undici tracce, dice che l’album è il più roccheggiante e allo stesso tempo profondamente soul della sua carriera.La sua rovente chitarra e le sue naturali vocalità tinte di sfumature gospel si mescolano tra loro, dai toni psichedelici della traccia che dà il nome all’album (un tormentato e personale racconto della lotta del bene contro il male) al lento e implorante “What’s It Worth”  al  roccheggiante “Ride All Night”, “Hellfire è definito il lavoro di un uomo posseduto”. Il pezzo originale “Soldier For Jesus” (le cui armoniose vocalità sono di The Jordanaires, che appare anche in “Don’t Cry”) si integra perfettamente con le altre tracce, creando un senso tematico degno della tradizione di Al Green, Marvin Gaye e Prince, che combinano con successo i desideri carnali e le devozioni religiose.

     

    Nato a San Francisco il giorno di Natale del 1949, nonostante non sia cresciuto al Sud, la sua esposizione al blues è pura e reale anche grazie ai genitori che, originari del Sud, portano con sé il loro amore per questa musica che passano anche al figlio.Inizia a suonare la chitarra ancora ragazzino e a sedici anni, sotto la protezione del famosoFillmore Slim, si esibisce regolarmente nei club locali come supporto per altri artisti. San Francisco diventa velocemente un punto di incontro per il blues, jazz e il rock psichedelico e Walter è proprio al centro di tutto questo. Oltre al The Matrix si esibisce regolarmente alFillmore West di Bill Graham.

    Non solo accompagna e collabora con famosi nomi, ma anche con le sue personali conoscenze che lo hanno accompagnato e aiutato a fare progressi durante l’adolescenza. Fred McDowell, Ike Turner, Albert King, Freddy King, Robert Jr. Lockwood, Lightnin’ Hopkins e molti altri hanno insegnato, nutrito e castigato il giovane; ricordiamo due eventi, uno con Hopkins che, mentre sta cantando sul palco, gli ordina di scendere a suonare le sue amare note, e l’altra con l’icona blues Willie Dixon che gli dice “Qual è il tuo stile? Tu hai bisogno di un tuo sound”. Walter accoglie il consiglio e sviluppa il suo profondo, melodico e sempre inprevedibile sound.

    Nel 1968 incontra Michael Bloomfield che diventa una presenza importante nella sua carriera. Oltre a diventare un suo grande amico con il quale condivide anche l’appartamento fino alla morte di Michael nel 1981, introduce Walter ai grandi nomi del rock, incluso Sly Stone, Carlos Santana, Steve Miller, Bob Weir (dei Grateful Dead), Jorma Kaukonen (dei Jefferson Airplane) e anche la grande leggenda del jazz Wayne Shorter. Lo aiuta a spingersi verso la musica rock, diventando anche la sua più grande influenza. Walter è consapevole di tutto questo infatti, parlando di Bloomfield, dice: “Qualche volta posso sentire la sua presenza mentre suono”.

    Dal 1975 al 1985 non si esibisce in altro che nella musica gospel, cantando e suonando per iThe Spiritual Corinthians e si laurea in “Inglese” e “Musica” al San Francisco State University. Durante la sua esibizione con la corale al New Orleans Jazz & Heritage Festival del 1985, Walter, ispirato dal R&B, blues e rock che aleggiano intorno a lui, decide di non porre più limiti a sé stesso ritornando così a suonare blues.Grazie alla demo inviata alla Hightone Records firma il contratto con la stessa con la quale realizza, nel 1986,  il suo primo album Cold is the Night.Fermamente legato alla tradizione del blues, gospel, R&B e rock, l’album cattura l’attenzione dei fans di tutta l’America. Billboard lo definisce “il blues contemporaneo trovato” The San Francisco Chronicle dice di lui “sapientemente aggiorna il suo sound senza tempo”.

    Da questo momento Walter realizza altri 23 album e 2 DVD nonché dei tour mondiali, vince ben quattro Blues Music Awards, incluso il premio Album of the Year per Between A rock and a hard Place (Stony Plain Records) del 2010, viene nominato ben 43 volte e collabora come ospite di alcuni dei più grandi nomi del blues mondiali incluso l’apparizione nel lavoro di B.B. King e James Cotton vincitore di un Grammy.

    Album dopo album, il suo pubblico cresce sempre di più così come i suoi tour e i suoi concerti; si esibisce ai maggiori festival Europei incluso Northsea Jazz Festival, Glastonbury, Notodden e Montreux così come a festival in Giappone, Australia, Tailandia, Irlanda, Turchia e Brasile e appare sulle televisioni nazionali esibendosi al Late Night With Conan O’Brien, The Don Imus Show e Later With Jools Holland in Inghilterra.

    La critica e i fans lo celebrano da anni; Blues Revue lo definisce “uno dei blues contemporanei”, dinamico e innovativo musicista che realizza costantemente dell’eccitante musica. Nessun problema riguardo a cosa canta, Il suo approccio è carico di soul, profondo e magico. Living Blues dice “La sua trama è indelebilmente impressa con il suo marchio mescolato da emozioni e da un’impeccabile precisione, anche nella sua più completa esuberanza, Il suo sound è pieno di idee, non solo di note.”

    Bluesman di immenso talento, Walter si esibisce costantemente in tutto il globo, con la sua infuocata chitarra e sputando fiamme con la sua voce, Hellfire segna un nuovo capitolo nella leggendaria carriera di Joe Louis Walker.

     
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      GIOVEDI 20 Giugno
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    3  ore di musica
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    del Torrita Blues Festival
    (con i brani dei protagonisti)

     

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