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    25 anni di Torrita Blues

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    Dal 28 aprile a 9 Maggio 2011
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    Soul Stirring Sound

     

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    http://www.facebook.com/pages/Soul-Stirring-Sound/119472688081205

     

    I Soul Stirring Sound nascono nell’estate 2009, quando Fulvia Gasparini(voce) prende il coraggio a due mani e decide di mettere in piedi una band rhythm’n blues & soul con tanto di sezione fiati e cori.
    Con l'impareggiabile aiuto di Vittorio Fazioli (basso) inizia così il reclutamento degli altri musicisti, tra i quali, fin da subito, Daniele Cabras (chitarra) e Igino Caselgrandi (batteria).
    L’impresa però è ardua, dati i continui cambi nell’organico che si susseguono fino al gennaio 2010, quando con l’entrata di Enrico Bernardi all’hammond si viene a costituire la formazione attuale, che comprende alla sezione voci Elena Bacci e MariaElena Rossi e alla sezione fiati Enrico Pozzi-trombone, Daniele Rossi-sax tenore, Roberto Vignoli-sax contralto, Daniele Pallotti-tromba.
    Dopo un anno abbondante di live alle spalle, la partecipazione all’edizione 2011 del Porretta Soul Festival dona nuova energia alla band, che a partire dall’autunno 2011 inizia ad arrangiare brani originali scritti da Fulvia durante l’estate ed i mesi seguenti.
    Non viene perso troppo tempo, e nel Gennaio 2012 il gruppo è già in sala di registrazione per incidere il proprio progetto originale, dal titolo “Throwin’out the blues”, dato il carattere amaro di buona parte dei brani.
    L’eclettismo distingue senza dubbio i pezzi proposti, in cui confluiscono gli stimoli musicali di riferimento dei componenti della band, chi più vicino ad una cultura blues, chi soul, rock, chi ancora classica o jazz.
    Dal brano di apertura “Leave me soon”, al funkeggiante “Do you think I’m a nurse?” passiamo in fretta alle sonorità più calde di “How could I?” e poi dallo psichedelico “No more mine” fino ai due blues “Baby, forget” e “You kept my everything”; in coda, due delle cover che la band continua, comunque, a proporre durante i live.
    L’album, difficilmente inscrivibile in un genere ben definito, nasce niente più che dall’entusiasmo della partecipazione comune intorno ad alcuni canovacci originari, smontati, scomposti e rimontati, nella continua ricerca di un sound personale con cui dare voce alla propria esigenza espressiva.

    I Soul Stirring Sound nascono nell’estate 2009, quando Fulvia Gasparini (voce) prende il coraggio a due mani e decide di mettere in piedi una band rhythm’n blues & soul con tanto di sezione fiati e cori.

    Con l'impareggiabile aiuto di Vittorio Fazioli (basso) inizia così il reclutamento degli altri musicisti, tra i quali, fin da subito, Daniele Cabras (chitarra) e Igino Caselgrandi (batteria).

    L’impresa però è ardua, dati i continui cambi nell’organico che si susseguono fino al gennaio 2010, quando con l’entrata di Enrico Bernardi all’hammond si viene a costituire la formazione attuale, che comprende alla sezione voci Elena Bacci e MariaElena Rossi e alla sezione fiati Enrico Pozzi-trombone, Daniele Rossi-sax tenore, Roberto Vignoli-sax contralto, Daniele Pallotti-tromba.


    Dopo un anno abbondante di live alle spalle, la partecipazione all’edizione 2011 del Porretta Soul Festival dona nuova energia alla band, che a partire dall’autunno 2011 inizia ad arrangiare brani originali scritti da Fulvia durante l’estate ed i mesi seguenti.

    Non viene perso troppo tempo, e nel Gennaio 2012 il gruppo è già in sala di registrazione per incidere il proprio progetto originale, dal titolo “Throwin’out the blues”, dato il carattere amaro di buona parte dei brani.

    L’eclettismo distingue senza dubbio i pezzi proposti, in cui confluiscono gli stimoli musicali di riferimento dei componenti della band, chi più vicino ad una cultura blues, chi soul, rock, chi ancora classica o jazz.

    Dal brano di apertura “Leave me soon”, al funkeggiante “Do you think I’m a nurse?” passiamo in fretta alle sonorità più calde di “How could I?” e poi dallo psichedelico “No more mine” fino ai due blues “Baby, forget” e “You kept my everything”; in coda, due delle cover che la band continua, comunque, a proporre durante i live.

    L’album, difficilmente inscrivibile in un genere ben definito, nasce niente più che dall’entusiasmo della partecipazione comune intorno ad alcuni canovacci originari, smontati, scomposti e rimontati, nella continua ricerca di un sound personale con cui dare voce alla propria esigenza espressiva.

     
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