Torrita - Memphis (TN) - MISSISSIPPI (Blues)
Andata e Ritorno
28 aprile - 8 maggio 2011
Venerdì 6 maggio
9 giorno
Ci stiamo avvicinando alla fine del viaggio, ieri sera è stata un esperienza memorabile, anche se cominciamo ad essere un po' stanchi a causa di continui spostamenti da un posto all'altro. D'altronde dovevamo sfruttare al meglio gli 11 giorni di vacanza. Ancora però ci attende ancora due giorni di festival a Greenwood e la visita ad alcuni dei principali siti del blues nel Mississippi, come le tre tombe di Robert Johnson o il Museo di B.B. King a Indianola.
Facciamo il check out al Marriot, facendosi restituire la caparra di 25 $ a testa per la camera, money ancora utile per varie spese.
Carichiamo le valige in macchina, da ieri c'è anche la chitarra, e partiamo.
Il programma prevede di arrivare a Greenwood non passando per la 61, ma per la 255, che è una Highway molto più veloce. Sulla strada infatti avevamo pensato di fermarci a Como, nella zona delle colline dove c'era la tomba di R.L. Burnside, il grande bluesman che ha suonato a Torrita Blues nel 1991 in Teatro. Dopo una svolta errata in direzione west anziché est ci inoltriamo nel fitto degli alberi dove c'era una grande tranquillità. Il tempo fortunatamente ci assiste, fa anche caldo. Non sicuri della direzione ci fermiamo per chiedere informazioni ad uno store con tanto di benzina. Sulle prime la signora non conosceva le indicazioni, ma la cuoca di colore che stava dietro i fornelli conosceva bene R.L. Bursnide e la location. La tomba si trovava in un piccolissimo cimitero accanto ad una chiesetta, la tomba forma di cuore è inconfondibile, anche nella guida del Blues era riportata. Fatte le foto di rito decidiamo di andare a mangiare qualcosa prima di proseguire per Greenwood. Eravamo partiti infatti tardi da Memphis e per arrivare a Greenwood ci volevano più di due ore. Il concerto che ci attendeva “Le celebrazioni del 100 anniversario della nascita di Robert Johnson iniziava quel giorno alle 18. Per cui eravamo sufficientemente nei tempi per arrivare in orario. Alle 13 circa dopo un pranzo veloce al Mc Donald decidiamo, come da programma, fare visita ad una prigione ora non più in uso, dove Sonny Boy Williamson e Robert Nighthawk furono tenuti per vagabondaggio. Si dice che in quei 21 giorni di permanenza Sonny e Robert dettero spettacolo suonando per i carcerati divenendo molto famosi.
Il navigatore si ferma esattamente nella strada impostata dove ci sarebbe dovuta essere l'edificio o meglio quello che rimaneva della prigione, ma entrati in quello che era invece una sede della contea
le impiegate non avevano la minima idea di dove fosse finita questa prigione.
Peccato. Molti luoghi culto del blues sono stati abbattuti o se ne sono perse le tracce.
Proseguiamo per la strada verso Greenwood. Lungo il tragitto noto che nelle bandierine che avevo predisposto sulla cartina del Mississippi fra i posti da visitare c'era la casa/museo e la tomba di Mississippi John Hurt a Avalon. Ma nonostante le indicazioni sulla guida non siamo riusciti a trovare né casa né la tomba, non abbiamo insistito anche perché cominciava a farsi tardi. Ripartiamo e dopo qualche chilometro arriviamo finalmente a Greenwood. Prima di recarsi all'albergo però c'era una delle tappe più importanti di tutto il viaggio. A nord di Greenwood, poco fuori infatti si trovava la tomba di Robert Johnson, (la terza per essere precisi). Lungo la strada si vedeva il cartello della Blues Trail con l'indicazione della tomba. Sulla tomba c'erano plettri di chitarra lasciati da fans, io ho approfittato della mia chitarra comprata ieri per accennare un fraseggio blues in suo onore. Poi dopo le foto di rito ci siamo diretti all'Hotel.
L'Hampton Inn si trovava sulla strada principale che collega Greenwood a Indianola, abbastanza vicino alla cittadina e al parco dove si sarebbe svolto il concerto.
Il check inn è stato abbastanza veloce, anche se non è mancato un momento di suspense dovuto al fatto che la prenotazione (tra l'altro già pagata) intestata a Matteo non riuscivano a trovarla.
Prendiamo possesso delle camere, ci cambiamo, indossando le magliette del Torrita Blues di vari anni e partiamo alla volta del concerto.
Quando siamo giunti al parco notiamo che non c'era molta gente, forse sarebbe dovuta arrivare più tardi. Le persone, in prevalenza di colore avevano già preso posto nel prato con le classiche sedie da concerto. Sul palco c'era un bluesman bianco che stava suonando in acustico con la sua dobro le canzoni di Robert Johnson.
All'interno del parco c'erano dei gazebo dove vendevano birra, t-shirt ufficiali del festival e altro. Per chi aveva fame c'erano alcuni furgoncini che vendevano piatti tipici del festival, tutta roba fritta, per lo più. C'era anche una postazione barbeque dove i cucinieri di colore grigliavano le salsicce e le ribs (costole di maiale). Sembrava di essere a queste feste paesane. Ovviamente abbiamo dato fondo alle riserve per un paio di panini (fette di pan carrè) con Ribs e Costole. Abbiamo fatto amicizia velocemente con molte persone, specialmente di colore. Matteo ci faceva notare come la polizia, molto presente al parco, avesse cambiato atteggiamento rispetto al pomeriggio, quando era disponibile a fare anche le foto, e l'opposto al calar della notte.
Il concerto stava entrando nel vivo con l'esibizione attesa di uno degli idoli blues della zona. Bobby Rush. Dopo un introduzione della band ha fatto ingresso sul palco Bobby Rush accompagnato da due sue ballerine che non mancano mai nel suo show.
Le ragazze hanno ballato e cantato in modo molto sensuale con forti allusioni sessuali durante le varie canzoni. Come dice dopo Luca credo che abbiamo assistito ad concerto molto diverso da quelli che si vedono in Europa, sicuramente molto più trasgressivo e comunque rivolto prevalentemente ad un pubblico di colore. Ne sono certo.
Torniamo in albergo prima della conclusione del concerto perché eravamo veramente cotti. Domani ci attendeva un'altra intensa giornata. La mattina a visitare le tombe e alcuni luoghi del blues della zona ed il pomeriggio dalle 14 fino alle 23 blues con grandissimi nomi in cartellone, come Keb Mo, Warren Haynes, Kenny Brown, Cedric Burnside, Alivn Youngblood Hart.
Rientrati in albergo chiedo al tipo della reception se ci può indicare una chiesa a Greenwood dove la domenica si può assistere alla messa gospel. Sì perché anche questa era una delle tappe previste dal viaggio, sempre se avessimo avuto fortuna. Così ci indica una chiesa, poco fuori Greenwood, dove viene celebrata una messa gospel molto sentita e partecipata.
E sicuramente mi immagino si dovrà tirare fuori nuovamente i vestiti della domenica che avevamo riposto nelle valige dopo i Blues Awards.
E domani per la prima volta da quando siamo in America finalmente la colazione è inclusa con la camera, quindi sarà una motivazione in più per recuperare le ultime energie prima di rientrare in Italia.





9 giorno: 6 maggio













