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    25 anni di Torrita Blues

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    VIAGGIO USA 2011
    TORRITA MEMPHIS E RITORNO


    MISSISSIPPI

    Dal 28 aprile a 9 Maggio 2011
    INFO TURISTICHE

     

    INFO TURISTICHE
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    Home page 6 giorno: 3 maggio
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    Torrita -  Memphis (TN) - MISSISSIPPI (Blues) 
    Andata e Ritorno

     

    28 aprile - 8 maggio 2011

     

     

     

    Martedi 3 maggio

     

     

    6 giorno

     

     

    Dopo la splendida serata di ieri sera passata in compagnia di Billy Gibson oggi è il giorno in cui finalmente andremo nel Mississippi,  per conoscere da vicino i luoghi che hanno visto la nascita del blues.
    La nostra principale regione (contea) di destinazione è il Delta, il cui significato non corrisponde a quello che uno si immagina, ovvero il delta di un fiume dove sfocia nel mare, ma solo una zona dello stato Mississippi, particolarmente fertile dalla presenza appunto dal  fiume Mississippi .  E’ lì che si sono concentrate le storie affascinanti e drammatiche del blues.
    Dopo il checkout dall’Hotel Marriot, un po’ faticoso a causa delle solite incomprensioni dovute alla nostra mancata prenotazione per il 5 maggio, carichiamo le valige nella mitica Mercury targata Illinois, impostiamo il navigatore in direzione Clarksdale, (Riverside Hotel) e partiamo carichi di aspettative.
    Ci lasciamo dietro gli splendidi giorni del festival, i  posti visitati ed il clima amichevole della gente incontrata.
    Il Mississippi nel frattempo era cresciuto in modo preoccupante, tant’è che già dalla mattina sia il telegiornale di Memphis che i siti visitati prima di partire davano indicazioni delle strade chiuse per allagamento. Questo lo abbiamo potuto riscontrare di persona passando  con la macchina vicino a Tommy Lee Park, il parco dove fino a domenica si era tenuto il Beale Street Music Festival. Era in parte allagato, Ma rimandiamo le preoccupazioni a quando torneremo per il Blues Music Awards e soprattutto per il rientro a Memphis l’ultimo giorno quando  rientreremo in Italia.
    Con il Cd di Billy Gibson nel cd della macchina a farci compagnia imbocchiamo per la mitica highway 61 in direzione Clarksdale. Il paesaggio appare subito molto piatto e tanti campi, molti già allagati dalle piogge di questi giorni. Poi finalmente vediamo il cartello Welcome in Mississippi, “Birthplace of America’s Music”. E già ci sentiamo a casa. Eravamo indecisi se andare prima al Riverside Hotel oppure deviare per Tutwiller a trovare la stazione dove W.C. Handy aveva sentito per la prima volta il blues da un chitarrista anonimo che stava suonando alla stazione nell’ attesa di prendere il treno che lo avrebbe portato a nord e naturalmente la tomba del grande Sonny Boy Williamson. Optiamo per la seconda scelta. Così impostiamo il navigatore ci dirigiamo verso Tutwiller. Arrivati la però, non avendo indicazioni sul navigatore prendiamo il controllo manuale della guida tirando fuori le stampe fatte a casa con le indicazioni mirate delle location, con tanto di foto aere e testi, rigorosamente in inglese.
    Troviamo quasi subito la stazione dove ci fermiamo per qualche foto ai murales e ai binari, poi, sempre con la stampa a portata di mano riusciamo al primo colpo a trovare la tomba di Sonny Boy. Era qualche miglia poco più fuori dai murales, (tra l’altro in uno dei dipinti è riportata la mappa per raggiungere la Grave - tomba  - di Sonny Boy Williamson) in mezzo ad un campo circondato da erbacce compare come per magia la lapide) Il momento è solenne, Luca si inginocchia e prega, ci dirà poi dopo di essersi veramente commosso, io approfitto per dedicargli un pezzo che non oserei chiamare blues, tant’è che poi mi scuso anche e gli lascio una delle armoniche portate dall’Italia oltre al saluto di Betrando Goio al quale avevo fatto una promessa.
    Ripartiamo alla volta di Clarksdale, che era a circa 40 minuti da li.
    Prima di arrivare a Tutwiller all’andata eravamo passati davanti ad un penitenziario, e Matteo voleva in tutti i modi fermarsi all’entrata per scattare delle foto ai carcerati e all’edificio. Con preoccupazione di Luca ci fermiamo, ma come era prevedibile poco dopo arriva una macchina della polizia insospettita dei nostri atteggiamenti. Luca gli spiega che siamo turisti e che ci siamo fermati per una foto, ma finché Matteo non arriva e gli fa vedere le foto della macchina fotografica la guardia non si tranquillizza. Alla fine dopo aver constatato l’effettiva buonafede delle nostre intensioni e soprattutto le foto  scattate anche nei giorni precedenti , ci lascia andare.

    Poco prima di Clarksdale ci fermiamo a far benzina, pochi chilometri più avanti  arriviamo al famoso Crossroad, il caratteristico monumento  visto in tante foto sui libri del blues con due chitarre incrociate a significare l’incrocio fra la 61 e la 49.
    Una sosta in un Chicken store per un veloce hamburger poi facciamo un giro in macchina alla scoperta della cittadina. Visto l’orario, erano le 16.00, i musei chiudono tutti alle 17, approfittiamo subito per vedere il Delta Blues Museum, uno dei più importanti per il Blues, dove all’interno fra i vari cimeli del blues c’è anche la Cabin di Muddy Waters con tanto di una sua statua di cera. Sempre nel museo, proprio terminato il tour scopriamo una stanza da dove proveniva della musica live, mi avvicino per capire cosa ci fosse, e con grande gioia mi trovo davanti ad una situazione eccezionale, almeno per noi. C’erano un gruppo di bambini e bambine di colore che stavano facendo lezione di blues con un maestro.  Questa immagine l’avevo già rivista in un documentario trovato su internet, ma non pensavo fossi così fortunato di vederlo dal vivo. Così chiamo Luca e gli altri per condividere questa incredibile situazione. Poco dopo la stanza si piena di gente.
    Il maestro, lo rincontreremo il giorno dopo al Ground Zero con la sua band.


    Facciamo poi un salto al Ground Zero per una veloce visita a questo storico edificio di proprietà di Morgan Freeman, il famoso attore americano.
    Il tipo del locale ci informa che il locale oggi è chiuso e che domani sera ci sarà live music. Noi ceneremo lì.
    Prima di giungere al  Riverside Hotel, dove il proprietario Frank Rat Cliff ci attendeva facciamo un salto al Red’ Lounge, un vero e proprio Juke Joint, dove, fino a poco prima della sua scomparsa, suonava fisso Big Jack Johnson, e dato che Big J. aveva suonato a Torrita  Blues nel 1998 mi ero dato da fare per portare al proprietario le foto ed il video del concerto di Torrita. Cosa che abbiamo fatto.
    Arriviamo finalmente all’hotel del blues.
    Il Riverside Hotel è famoso per essere l’albergo del Blues dove hanno dormito molti grandissimi bluesman degli anni addietro, come Sonny Boy Williamso, Muddy Waters, John lee Hooker per citarne alcuni e dove nel 1937 morì la grande Bessie Smith,  quando prima di essere un albergo il Riverside era un Ospedale.  (per la storia di Bessie Smith si rimanda ad altre citazioni.
     La stanza di Bessie Smith è ancora intatta con il letto rifatto, ovviamente non è disponibile per gli ospiti.
    Rat è un tipo molto curioso e simpatico, spesso avevamo difficoltà a capirci, ma alla fine ci siamo intesi. Purtroppo per un disguido anche qui le camere che pensavamo di trovare nell’hotel, quelle dove speravamo di dormire, erano state già date in massa ad un gruppo di finlandesi che sarebbero arrivati proprio quel giorno. Quindi la sistemazione a noi riservata era o nella Cabin, baracche esterne all’edificio, molto fatiscenti, ma very cool oppure nell’albergo, ma nei fondi dove c’era il bagno in comune.
    Alle fine la disposizione delle stanze era, Matteo e Fabio nello scantinato e io e Luca nella Cabin esterna.
    Lasciate le valige Rat ci accoglie nella stanza dedicata al salotto e facciamo un po’ di conversazione. Io ne approfitto per suonare un po’ la chitarra che Rat aveva a disposizione.


    Dopo poco arriva il famoso gruppo di svedesi.
    Già dall’Italia sapevamo che il 3 maggio a Clarksdale non c’era niente da sentire in quanto i locali fanno live music dal mercoledi a domenica. Proprio per questo avevamo dedicato un giorno in pìù a Memphis per andare a Beale Street, e che poi è stata dedicata alla serata con Billy Gibson.
    Comunque tornando a Martedi il tipo del Ground Zero ci aveva detto che in un locale vicino al Madini, il ristorante anch’esso di proprietà di Morgan Freeman, quella sera ci sarebbe stato blues. Così caricati da questa notizia ci apprestiamo per una nuova sera di blues.
    Fabio nel frattempo viene invitato dalla guida del gruppo degli svedesi per andare a sentire un concerto blues, ma da un’altra parte e decide di seguirla.
    Io Luca e Matteo invece andiamo a questo Madini credendo fosse il locale blues, ma era solo un ristorante.
    Accanto al ristorante effettivamente c’èra musica, ma in acustico e non elettrico come ci avevano indicato al Ground Zero. Così torniamo sui nostri passi e ci aggreghiamo al gruppo di svedesi nel locale.
    La canzone che stava suonando la band di colore nel momento che siamo entrati era l’inconfondibile I Play the Blues for You del grande Al bert King. Il locale era gremito praticamente da tutto il gruppo degli svedesi, alla fine abbiamo capito che l’agenzia di viaggio gli aveva organizzato  anche una serata blues contattando una band. Che fortuna che abbiamo avuto a trovarsi lì in quel momento.
    Ci riuniamo con Fabio e prendiamo un tavolo e ordiniamo, Hamburgher, tanto per cambiare. La musica era gradevole, il chitarrista era funambolico per non parlare della ragazza vestito con un tayer rosso fragola che mimava il blues con gesti molto eloquenti. Per me il top è venuto quando il chitarrista mi ha beccato di nascosto al tavolo che stavo soffiando l’armonica sul brano che stavano suonando, così mi ha invitato a fare un pezzo.  Da quel momento sono entrato ufficialmente nella simpatia e memoria degli svedesi, che abbiamo incontrato anche in altre occasioni ed anche in quella di Rat Cliff che aveva organizzato l’evento.
    Terminato il concerto decidiamo di tornare al Hotel perché domani  ci attendeva un altro giorno intenso con la visita e l’intervista alla radio di Sonny Payne a Helena e la visita di altri luoghi di culto del Blues.

    Buona notte.

     

     

     


     
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