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    Home page 2 giorno: 29 aprile
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    Torrita -  Memphis (TN) - MISSISSIPPI (Blues) 
    Andata e Ritorno

    28 aprile - 8 maggio 2011

     

    Sabato 29 aprile

    Buongiorno Memphis.

    Con questa espressione Luca apre le tende della camera del Marriot Downtown dopo una nottata dedicata al recupero del fuso orario di – 7 ore che ci separano dall'Italia.
    La nottata per me è stata anche dedicata all'aggiornamento del diario di viaggio, (vedi giorno uno).

    Comunque il mal di testa era in agguato e dato che nella stanza non c'era neppure una bottiglia d'acqua per prendere una bustina di Oki mi sono arrangiato con quella del rubinetto, non prima di aver mangiato qualcosa, si perché queste medicine vanno prese a stomaco pieno. Non avendo niente sottomano ho deciso di sacrificare uno dei regali portati dall'Italia promessi ad alcuni amici americani prima del viaggio. E cosa c'è meglio di una confezione di Cantucci da Siena

    Subito dopo deciso di mettermi il vestito da bluesman tirando fuori le armoniche, poi prendo fiato e do la sveglia blues all'Hotel con un fraseggio della song Blues with a Feeling. Ho deciso che questa sarà la sveglia mattiniera per tutti i giorni in America. Luca ha gradito quindi forse per essere solo 3 mesi che suono l'armonica non sono proprio malaccio. (Dopo ve ne parlerò meglio con la mia performance a Beale Street con il chitarrista Freddy Harris (c'è anche il video).

    La prima cosa che dovevamo fare era riuscire a collegarsi ad Internet per mandare una mail a Jay Sieleman, il presidente della Blues Foundation con il quale dovevamo incontrarci. Quindi, dopo una doccia meritata e una colazione a base di Caffè della macchinetta di camera e i santi Cantucci da Siena scendiamo nella hall per collegarsi ad Internet dove c'era gratuito la wifi per gli ospiti. Prima di partire avevo predisposto tutti i particolari compreso la connessione wifi su un portatile di ormai 7 anni fa riciclato, ma perfettamente funzionante anche se qui in America era tutto una scommessa.
    Per farla corta sono riuscito a collegarmi alla rete dell'Hotel e subito mi sono collegato alla posta elettronica (senza questa volta spendere un centesimo) per leggere i messaggi che attendevamo dalla Blues Foundation e tanto c'ero ho rimandato il messaggio della prenotazione ad una Hostess che nel frattempo ci aveva aiutato a connettersi ad Internet.

    Con grande nostra sorpresa apro il messaggio di Sara della Blues Foundation che ci informa che avremo la possibilità di seguire il Festival Beale Street Blues Festival come ospiti speciali, con accesso ai back stage e molto altro. Grande new.
    Chiamiamo Sara per ringraziarla e per chiederle se potevamo andare alla Blues Foundation per incontrare Jay Sieleman. Of course, o meglio “Certo” (Sara è italiana). Vi sta aspettando.

    Così finalmente usciamo dall'Hotel e ci immettiamo nella Main Street, una delle strade principali della Downtown, decidendo di andare a piedi, visto che la sede della Blues Foundation era non troppo distante da li.
    Giornata calda fin dal mattino, con un po' di venticello fresco che non guastava. Perfect !!

    Ci incamminiamo facendo foto e video a destra a manca in pratica a tutto quello che si muoveva, ma sempre con discrezione. Arrivati alla Blues Foundation troviamo Jay Sieleman appena uscito dalla porta che andava a salutare sua moglie Priscilla che stava andando via, quando ci ha riconosciuto è stato come un ritrovo fra amici di vecchia data che non si vedono da anni. (in effetti era dal 2005 che non vedevamo Jay). Dopo i convenevoli di rito, foto del Torrita Blues, libri, magliette, il manifesto del Torrita Blues 2007 e naturalmente i Cantucci da Siena (prima consegna fatta), ci siamo messi a parlare di blues, del festival di Memphis nei 3 giorni dei Blues Music Awards del 5 maggio. Ci ha mostrato la collezione delle chitarre firmate dai grandi bluesman di tutti i tempi, un emozione incredibile davanti alle firme di quelle che sono le stelle della muisica (come Jeff Beck, Johnny Wintes, Eric Clapton, B B King, John Lee Hooker, solo per citarne alcuni.
    Prima però prende a cuore il problema della nostra prenotazione mandando una mail ad alcune tipe del Marriot per risolvere il problema. Ci salutiamo e ci rechiamo a ritirare i pass di Matteo e Fabio alla tenda del Will Call. E come d'improvviso ci troviamo in Beale Street. Ovviamente foto a non finire ai locali e ai musicisti che suonavano per strada. Finalmente si comincia ad entrare nel clima del blues. A destra e a sinistra i locali di Beale Street sono una calamita per i nostri occhi. Non ho mai visto una concentrazione di blues. Praticamente ogni locale sprizza di Blues da tutti i pori. In effetti come cita la guida del Blues qui puoi trovare di tutto, dai dishi, alle tazze per il water a forma di chitarra, ristoranti e club che espongono le loro prelibatezze, come il Catfish o i Rib. E in ogni locale spesso ci sono spesso musicisti all'interno o all'esterno che suonano Blues. Proprio verso la fine di Beale Street, dalle parti dell'Hard Rock Café troviamo un musicista di colore che suonava blues, Freddy Harris, Blues pulito con una chitarra elettrica. Preso dalla frenesia di blues Alessandro ha tirato fuori l'armonica e chiede se può suonare con lui. Sure. Mi chiede in quale tonalità suonare, armonica in A (La) brano chitarra in E (MI). Parte una sessione blues acustica dove si alterna la chitarra e l'armonica. Un sogno che si realizza, poter suonare Blues con un musicista di colore nella terra del Blues. Considerato che sono solo 3 mesi che ho iniziato a suonare l'armonica ricevo i complimenti da Freddy. (Matteo mi ha fatto anche una ripresa video che sicuramente conserverò gelosamente fra i miei ricordi).

    Dopo ci spostiamo in Handy Park dove si sta organizzando un Jook Joint all'aperto con musicisti neri. La piazzetta, molto caratteristica, dove spicca all'ingresso la statua di WC Handy si comincia a popolare di gente (per lo più di colore e qualche turista). Luca si siede in una panchina davanti al palchetto fra due neri, poi ci aggiungiamo anche io e Fabio. Ci si sente a casa, una sensazione di fratellanza, di unione che ti fa stare bene, difficile da spiegare se non la provi o se non ce l'hai. Forse è questo il Blues. Stare seduto accanto a loro ci faceva sentire tutti fratelli nello stesso momento, senza distinzione di razza o di sesso. Loro non ti chiedono niente, ma li vedi che in quel momento, nonostante i loro problemi e le loro sofferenze come parte la musica si sentono felici. Ho tuttora stampato nella mia mente l'espressione di una persona di colore seduta fra me e Luca. Lo sguardo felice, cantava insieme alla band, ogni tanto si asciugava con il fazzoletto le lacrime che probabilmente venivano da qualche lontano ricordo. Il brano era Let's Twist. Mi sono immaginato lui in tempi migliori in occasione di una festa privata dove c'era sempre qualche musicista a suonare. Senza aver fatto niente alla fine mi sono sentito di volergli bene e quando ce ne siamo andati mi è dispiaciuto lasciarlo li da solo, avrei voluto stare accanto a lui per godere di quella sensazione di benessere che mi trasmetteva. Alla fine gli ho dato una mancia senza che mi chiedesse niente, e lui mi ha sorriso spiazzandomi. Piano piano la corteccia di turista appassionato di blues in vacanza alla ricerca di una risposta a cosa si cela veramente dietro la tua passione, si stava piano piano sgretolando per dare spazio a qualcosa di più spirituale che ancora non so spiegarmi. Credo di aver trovato il mio Blues.

    Dopo questa parentesi musicale siamo andati a mangiare al Blues Café (di fronte al BB KING) un locale consigliatoci da Jay Sieleman dove dice che sia il miglior posto dove mangiare CatFish e Ribs, consigliato anche da molti musicisti e dove, cito le parole di Jay, Tom Cruise ha girato un film.

    Luca, Fabio e Matteo hanno ordinato Steak con patate mentre io ho voluto provare il Cat Fish (fritto). In effetti è tutto molto buono.

    Ci rechiamo a piedi in albergo passeggiando per la main street. Dobbiamo cambiarci e mettere le magliette del Torrita Blues perché alle 18,15 inizia il Beale Street Music Festival. Dopo una tappa in un supermercato a prendere viveri per la mattina e acqua per la sera torniamo in albergo e verso le 17.30 siamo nuovamente fuori per prendere il Trolley (il tram che percorre tutta Main Stree) che ci accompagnerà nei pressi di Tommy Lee Park, proprio davanti al Mississipi dove alla Blues Tent ci attendeva Sara, la moglie di uno degli organizzatori della sezione blues del festival.

    La vista d'occhio dalla collinetta che sovrasta il parco era impressionante. Già nei vari palchi erano cominciati i concerti. Appena arrivati alla Blues Tent c'era sul palco Will Tucker Band una giovane promessa del blues, giovanissimo 16 anni. Le ragazzette lo incitavano ad ogni fine canzone. A nostro avviso molto bravo. Ho riscontrato una differenza di stile fra i chitarristi americani rispetto a quelli italiani nel senso che i primi hanno uno stile molto diverso che lo rende particolarmente intrigante, quasi naturale e che ogni volta ti lascia a bocca aperta.
    Comunque nell'ordine abbiamo sentito Will Tucker Band, Big Bill Morganfield (il figlio di Muddy Waters), Tommy Castro e Jimmy Vaughan.
    Tommy Castro e Jimmy Vaughan sopra tutti, absolutely.

    Terminati i concerti rientriamo in albergo con il Trolley e poi a letto. Domattina ci aspetta un'altra giornata intensa: visita alla Sun Studio Records, alle 13 incontro con Jay Sieleman e Sara. Poi un altro giorno di concerto al Beale Street Music Festival.

    Buona Notte.

     

     

     
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