Giorni al torrita blues 2012

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Effetto Blues 2012 (3°ed)
ARTISTI FESTIVAL 2012
DIARIO VIAGGIO USA 2011
TORRITA MEMPHIS E RITORNO


MISSISSIPPI

Dal 28 aprile a 9 Maggio 2011
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www.prolocotorritadisiena.it 


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 Guida a Effetto Blues 2012


32 pagine con tutte le info 
sulle band della 3 edizione e l'elenco di tutti i gruppi delle 

passate edizioni di Effetto Blues fino ad oggi. Sul sito del Torrita Blues o al link

 

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guida_a_effetto_blues_2012

 

 

Meg Bluez Band

 

Effetto Blues 2012

 

18 maggio - Timory Pub

 

 

Shark G. Naffis - Stock Fish Combo

 

Effetto Blues 2012

 

18 maggio - Timory Pub

 

 

Ship of Fools

 

Effetto Blues 2012

 

18 maggio - Timory Pub

 

 
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Sabato 26 Maggio

Timory Pub - Bettolle (SI)

Ingresso libero

Inizio concerti ore 23:00 circa


Backdoor Blues Band - Vienna (Austria)

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scheda


Lukam Insam Trio - Bolzano

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scheda

 


Blues Farm - Roma

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scheda


 
Fabrizio Poggi

(Featuring to Eric Bibb)

Venerdì 22 giugno
 
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Fabrizio Poggi, cantante e armonicista, viaggiatore, scrittore e giornalista, premio Oscar Hohner Harmonicas, 15 album incisi, di cui cinque registrati negli Stati Uniti, ha suonato e inciso con tanti grandi del blues, del rock e della canzone d’autore tra cui Garth Hudson di The Band e Bob Dylan, The Blind Boys of Alabama, Marcia Ball, Jerry Jeff Walker, Zachary Richard, Flaco Jimenez, Charlie Musselwhite, Augie Meyers, Steve Cropper, The Blues Brothers Band, Richard Thompson, Eric Bibb, Guy Davis, Billy Joe Shaver, Ponty Bone e  Otis 

 

Fabrizio Poggi feat. ERIC BIBB, MAUD & GARTH HUDSON - I HEARD THE ANGELS

 

…Le performance di Poggi vanno sempre oltre la musica e diventano un ‘esperienza di vita, possibilmente da raccontare, se si crede nella condivisione. Un amico che di musica blues non sa assolutamente niente, il giorno dopo mi diceva: “… vedere quell’uomo seduto davanti al suo pubblico, mentre parlava e raccontava la sua musica…”. Non tutti sono in possesso della giusta sensibilità e non tutti possono essere “presi” dal mondo dei suoni, ma sentire che dietro alla parole e alla musica esistono delle storie, nuove e antiche, vere o leggende… beh, è forse questo il passpartout che può aprire ogni cuore.

ATHOS ENRILE

 

 

Fabrizio Poggi & The Blind Boys of Alabama Way down in the hole live in Munich


 

Soul Stirring Sound

 

Effetto Blues 2012

 

11 maggio - Timory Pub

 

 

 

 

Littlegiop Blues Band
Effetto Blues 2012
11 maggio (Timory Pub)

 

 

 

 

Slowhand Blues Band

 

Effetto Blues 2012

 

11 maggio Timory Pub

 

 



 

Daniele Franchi Trio
 
 
Effetto Blues 2012
 
28 aprile (Timory Pub)
 

 

 


Down Town Blues Band
 
 
Effetto Blues 2012
 
28 aprile (Timory Pub)
 

 

 

Danny Bronzini Trio
 
 
Effetto Blues 2012
 
28 aprile (Timory Pub)
 

 

 

Annunciato il quarto
gruppo del Torrita Blues 2012

THE CYBORGS

(il blues venuto dal futuro)

Sabato 23 giugno

 

the_cyborgs


http://thecyborgs.it 

The Cyborgs è un Two man Band 
Nessun volto, nessun nome, solo tanta musica ed ironia.
Sono The Cyborgs, power duo più unico che raro nel panorama musicale italiano.
Nessuno li ha mai visti, nessuno conosce i loro volti e i loro nomi. Si fanno chiamare semplicemente "0" e "1", come i simboli del sistema binario. "0" suona la chitarra ed è la voce del duo, che grazie ad un microfono inserito nella maschera, sembra provenire direttamente da una navicella spaziale. "1" fa tutto il resto: bassi, tastiere e batteria. In un'epoca in cui tutto è basato sull’apparenza ecco che due sconosciuti mascherati scelgono di mantenere l'anonimato, indossando una maschera da saldatore e mettendo in primo piano solo la musica che basta a smuovere le coscienze.  Musica da loro stessi definita "electrofunkblues": il passato ripreso in chiave futurista. Il blues delle origini, la musica nera che tra gli anni 30’ e 60’ ha rivoluzionato il panorama artistico mondiale, riproposto in chiave moderna ed attuale, senza dimenticare che da allora ad oggi ha dovuto attraversare molte vicissitudini. Tutto ciò con l'aiuto di vecchi arnesi, bidoni e tutto ciò che può avvicinarli al suono originario del genere.

 

 

 
Due alieni venuti dallo spazio con un'unica missione: ritornare alla semplicità eliminando il superfluo.

Stanno viaggiando ovunque comunicando i loro ideali attraverso il Blues, cercando di smuovere le coscienze, predicando un ritorno al passato e alla semplicità.
Cantano spesso del futuro, profetizzando e descrivendo i cambiamenti della razza umana nel corso del tempo. Disordine, caos, inquinamento e ribellione dell’uomo e della natura.
“ Ci stiamo autodistruggendo, e questo è sotto gli occhi di tutti, anche se nessuno ne parla. “

Già noti per le loro originali performance live in quasi tutti i locali di Roma e nei principali festival blues italiani ed europei, i The Cyborgs hanno pubblicato il primo disco omonimo con l'etichetta INRI, folgorata dalla loro primitiva e sporca musica blues. L'estate 2011 li ha portati in tante altre città italiane, da Vigevano come supporter di Jeff Beck fino all'Italia Wave di Lecce, dove hanno attirato subito la curiosità di XL e Rai Music. A Settembre il primo video di "Dancy" è uscito in anteprima su Wired.it, e inserito poi in rotazione su RockTv, Deejay Tv, Virgin Tv e tutto il circuito Rai.
Con il supporto delle date italiane di Eric Sardinas è cominciato il Save Your Face Tour, che ha permesso ai The Cyborgs di conquistare un pubblico adulto, attento, e appassionato e attirare sempre più interesse da parte della stampa, come Il Venerdì, Vanity Fair, Tg1 e i principali quotidiani e blog fino ad essere selezionati dalla Fondazione Arezzo Wave per partecipare ad Eurosonic 2012.
A febbraio 2012 hanno aperto a Rimini il concerto di Johnny Winter e recentemente hanno vinto il KeepOn Festival in Rome come best tour.
Sui The Cyborgs e sul loro rock blues si possono dire molte cose, tranne che non sanno quello che fanno. La loro unione fra una musica travolgente, fresca e originale e un look completamente fuori da ogni schema, rende Cyborg 0 e Cyborg 1 due esseri impossibili da inquadrare in qualcosa di conosciuto, e anche se il loro ingresso sul palco è salutato da chi non li conosce già da un attonito silenzio, bastano poche note perché il pubblico segua e apprezzi la band, discesa dal palco e duetti strumentali compresi.

 

 


Si fanno chiamare "0" e "1" come i simboli del codice binario, che rappresentano l’inizio e la fine dell’uomo. Dal codice binario ha inizio l’era tecnologica, e con lo sviluppo tecnologico l’uomo, in futuro, si autodistruggerà.
SAVE YOUR FACE ! se non balli non c’è futuro…
Due uomini, una Band, il Blues…
n° 0 chitarra elettrica e voce
n°1 tutto il resto (sinth, piano, batteria, percussioni)

 

 

 

44 Blues

 

 

Effetto Blues 2012

 

21 aprile (Timory Pub)

 

 

 

 

 

 

The Dreams

 

 

Effetto Blues 2012

 

21 aprile (Timory Pub)

 

 

 

 

 

 

Matteo Sansonetto & Blues Revue

 

 

Effetto Blues 2012

 

21 aprile (Timory Pub)

 

 

 

 

 

Betta Blues Society

 

 

Effetto Blues 2012

 

14 aprile (Timory Pub)

 

 

 

 

 

Bluecacao & Vissia Trovato

 

 

Effetto Blues 2012

 

14 aprile (Timory Pub)

 

 

 

 

 

Lorena Joy & Ziobros

 

 

Effetto Blues 2012

 

14 aprile (Timory Pub)

 

 

 

 

 

TORRITA BLUES 2012


Annunciato il terzo artista internazionale
delle 24° edizione di Torrita Blues

 

ERIC BIBB

 ericbibb

Official site: www.ericbibb.com

Una grandissima presenza,
Per la prima volta al Torrita Blues


Venerdi 22 giugno

Nasce  a New York in una famiglia in cui la musica non mancava di certo. Suo padre, Leon Bibb, era infatti un cantante professionista che si esibiva nei teatri di musica facendosi un nome come parte della scena folk di New York negli anni Sessanta. Suo zio era il pianista jazz e compositore John Lewis, membro del Modern Jazz Quartet e famoso in tutto il mondo. Tra gli amici di famiglia Pete Seeger, Odetta e l'attore/cantante/attivista Paul Robeson, padrino dello stesso Eric.

A soli sette anni, Eric già riceve una steel guitar e cresce circondato da talentuosi artisti. Lui stesso ricorda una conversazione della sua infanzia con Bob Dylan che, a proposito del modo di suonare la chitarra, consiglia all'undicenne: "falla semplice, lascia stare tutta quella roba da fighetti".
Sin dalle elementari, Eric è consumato dalla musica. "Volevo marinare la scuola fingendo di essere malato, così quando tutti se ne fossero andati da casa mi sarei fiondato sui dischi facendo il DJ tutto il giorno con la mia scaletta personale, suonando Odetta, Joan Baez, i New Lost City Ramblers, Josh White”.
A sedici anni, il padre lo invita a suonare la chitarra nel gruppo di famiglia per il suo spettacolo televisivo "Someone New". I primi "eroi" della chitarra di Eric sono quelli del gruppo paterno, tra cui Bill Lee (padre del regista Spike) che apparirà anni dopo nel suo Me To You.
Nel 1969, Bibb suona la chitarra per la Negro Ensemble Company a St. Mark a New York e inizia a studiare psicologia e lingua russa alla Columbia University. "Ma dopo un po' sembrava che il tutto non avesse alcun senso. Non capivo perché fossi in questa prestigiosa scuola della Ivy League con tutti questi ragazzi che non sapevano niente di quel che sapevo io."
A diciannove anni parte per Parigi, dove un incontro con il chitarrista Mickey Baker lo induce a concentrare i suoi interessi sulla chitarra blues.
Quando più tardi si sposterà in Svezia, Bibb troverà un ambiente creativo che lo riporterà al Greenwich Village dei tempi migliori del folk revival. Stabilitosi a Stoccolma, Bibb si immerge nel blues di prima della Guerra e continua a scrivere e a suonare.
"Ho cominciato a incontrare e suonare coi musicisti locali, ma anche con tutti i nuovi nomi che arrivavano da ogni parte del mondo. C'era una promettente scena che potrei chiamare World Music, ma prima che diventasse un semplice concetto di mercato."


L'album Good Stuff esce nel 1997 per la Opus 3 e sull'etichetta americana Earthbeat! e lo porta a firmare per l’etichetta inglese Code Blue. L'unica uscita di Eric per la Code Blue sarà Me to You, cui partecipano alcuni dei suoi punti di riferimento come Pops e Mavis Staples, Taj Mahal (che ha anche lavorato con Bibb al disco per bambini Shakin’ A Tailfeather). Il disco porterà a Bibb una reputazione internazionale e sarà seguito da tour nel Regno Unito, negli States, Canada, Francia, Svezia e Germania.
Sul finire degli anni Novanta Eric, unitamente al suo manager Alan Robinson, costituisce in Inghilterra la Manhaton Records. Per questa etichetta escono gli album Home to Me (1999), Roadworks (2000) e Painting Signs (2001), mentre Just Like Love viene pubblicato dalla Opus 3.
A Family Affair è il primo lavoro che vede insieme padre e figlio: Leon & Eric Bibb.
È poi la volta di Natural Light, seguito da Friends - 15 tracce con Eric che duetta con amici e musicisti incontrati nei suoi viaggi, come Taj Mahal, Odetta, Charlie Musselwhite, Guy Davis, Mamadou Diabate e Djelimady Toukara.
Eric è apparso in molti show televisivi e radiofonici tra cui Later con Jools Holland e The Late Late Show. Con la sua band si è esibito nei più importanti festival mondiali, tra cui Glastonbury (due volte) e il Cambridge Folk Festival nel Regno Unito.
È stato con Robert Cray in due tour americani nel 2001 e nel 2002 e ha aperto per Ray Charles nell’estate del 2002.
Il talento di Eric sia in campo compositivo che esecutivo è stato riconosciuto da una Grammy Nomination (per Shakin' a Tailfeather) e da quattro W.C.Handy nominations (per gli album Spirit and the Blues, Home To Me e A Ship Called Love; per 'Kokomo' come miglior canzone blues acustica e come miglior artista blues acustico dell'anno).
Le sue canzoni sono apparse in programmi televisivi come quelli della "Eastenders" e "Casualty", e "The District" negli USA. La sua versione di "I Heard the Angels Singin" è entrata nella colonna sonora del film The Burial Society ed Eric ha partecipato al disco due volte di platino di Jools Holland Small World, Big Band, cantando "All That You Are" da lui composta.
Nel 2005 esce A Ship Called Love e continuano i tour, tra cui uno negli Stati Uniti con John Mayall & The Bluesbreakers e Robben Ford. A Ship Called Love ha ricevuto la nomination come album dell'anno per il 2008 dai Blues Music Awards.
Nel 2007 esce Diamond Days e, come dice lo stesso Bibb: "La canzone che gli dà il titolo, e l'album in generale, parlano sostanzialmente di come alcune giornate possano offrire diamanti e altre giusto qualche monetina. Certi giorni tutto sembra essere ricomporsi, e allora capisci veramente il perchè di tutto l'affannarsi nelle durezze della vita per tutti questi anni. In altri invece sembra che sia venuto il tempo di pagare i tuoi debiti."
Del resto, Eric Bibb si è dimostrato abile, in quasi quarant'anni di attività, non solo a catturare quei singoli istanti in cui il quotidiano e lo spirituale si ritrovano, ma anche a trarre perle di verità e saggezza da qualsiasi situazione, e Diamond Days è ricolmo di queste gemme.
Nel 2008 viene pubblicato Get On Board: registrato a Nashville, nel Tennessee (la post-produzione verrà poi effettuata in Svezia, a Stoccolma) tra la primavera e l'estate del 2007, il disco è "senza dubbio tra i progetti più entusiasmanti della mia carriera" dice Bibb. "È un’ulteriore esplorazione del luogo in cui il blues incontra il gospel e il soul." Ospiti Bonnie Raitt e Ruthie Foster, alle session di Nashville partecipano il tastierista e produttore Glen Scott, il chitarrista e bassista Tommy Sims e il batterista Lemar Carter.
"Quello che cerco di comunicare con questo disco è un messaggio diretto, molto semplice" afferma lo stesso Bibb. "Voglio che la gente salga a bordo con me, non solo in quanto artista, ma considerando lo spirito che guida l'album che è poi uno spirito di unità. Viviamo in un tempo in cui abbiamo realmente bisogno di calarci almeno per un attimo nei panni degli altri. Dobbiamo smetterla di guardare a noi stessi e agli altri come noi e loro, e cominciare a essere più comprensivi. Abbiamo bisogno di approcciare le situazioni da una prospettiva per cui ci si ritrovi a essere più simili piuttosto che diversi."
L'album più recente, Booker's Guitar, uscito nel 2010 per la Telarc, prende spunto dal ritrovamento di una chitarra Resophonic National steel-body degli anni Trenta che era appartenuta alla leggenda del blues del Delta Booker White - un vecchio cugino di B.B. King. E la canzone che gli dà il titolo, in parte parlata e in parte cantata, è stata registrata in Inghilterra da Bibb proprio con la chitarra di White.
Le altre tracce, per quanto incise nel campagnolo Ohio con le chitarre dello stesso Eric, sembrano sortire dalla stessa fonte.
"Una volta scritta questa canzone, volevo documentare la mia connessione con la tradizione blues del Delta," dice Bibb. "Volevo davvero mettermi nella posizione dei miei eroi, ma in un contesto contemporaneo, e creare canzoni che avrebbero potuto far parte del loro repertorio e derivare dalle loro stesse esperienze."
Una performance di Eric Bibb è sempre un'esperienza che arricchisce, sia dal punto di vista musicale che da quello spirituale.
Offrendo un folk blues infuso con abile destrezza e realizzato con grazia, Eric non ha problemi nel mettere insieme uno stile tradizionale americano "rootsy" con una sottile sensibilità contemporanea.
Come ha ben scritto un critico: "Il canto di Eric e la versatilità della sua chitarra fondono una tale varietà di generi da farne un nuovo blues mondiale". E un altro: "Eric ha una grande voce, è un performer eccellente e ha una notevole conoscenza delle radici della sua musica".

 

 
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Il calendario delle esibizioni

ingresso gratuito
Inizio concerti ore 23:00 circa 




Blue Cacao & Vissia Trovato - Milano

Lorena Joy & Zio Bros. - Milano

Betta Blues Society - Pisa

 

 

 



44 Blues - Correggio (RE)

The Dreams (Allman Brot. Tribute Band) - Slovenia

Matteo Sansonetto Blues Revue - Udine

 

 


sabato 28 aprile


Daniele Franchi Trio - Genova

Down Town Blues Band - Genova

Danny Bronzini - Pisa


venerdì 11 maggio


Littlegiop Blues Band - Siena

Soul Stirring Sound - Vignola (MO)

The Slowhand Blues Band - Chiusi (SI) 



venerdì 18 maggio


Meg Bluez Band - Milano

Shark G. Naffis (Stock Fish Combo) - Sieci (FI)

Ship of Fools - Bettolle (SI)




Back Door Blues Band - Vienna (Austria)

Lukam Insam Trio - Bolzano

Blues Farm - Roma


in collaborazione con 
bmi

 

EFFETTO BLUES 2012
3° edizione

(Contest del Torrita Blues per la scelta di 6 band che suoneranno
alla 24° edizione di Torrita Blues Festival il 21 22 e 23 giugno 2012)

 

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14 - 21 - 28 aprile

11 - 18 - 26 maggio

Timory Pub (Bettolle - SI) 

 

Ecco i nomi delle 18 band in concorso 
che si esibiranno dal vivo  


 
44 BLUES - Correggio (RE) scheda
BACKDOOR BLUES BAND - Vienna (Austria) scheda
BETTA BLUES SOCIETY - Pisa scheda
BLUECACAO & VISSIA TROVATO - Milano scheda
BLUES FARM - Roma scheda
DANIELE FRANCHI TRIO - Genova scheda
DANNY BRONZINI TRIO - Pisa scheda
DOWN TOWN BLUES BAND - Genova scheda
SHIP OF FOOLS - Bettolle (SI) scheda
LITTLEGIOP BLUES BAND - Siena scheda
LORENA JOY GIOA & ZIO BROS - Milano scheda
LUKAS INSAM TRIO - Bolzano scheda
MATTEO SANSONETTO BLUES REVUE - Udine scheda
MEG BLUEZ BAND - Milano scheda
SHARK G. NAFFIS (Stock Fish Combo)  - Sieci (FI) scheda
SOUL STIRRING SOUND  - Vignola (MO) scheda
THE DREAMS - ALLMAN BROS TRIB. BAND - (Slovenia) scheda
THE SLOWHAND BLUES BAND - Chiusi (SI) scheda

 

 

 

TORRITA BLUES 2012


Annunciato il secondo artista internazionale

della 24° edizione di Torrita Blues


Per la prima volta in Italia   ! ! 


Mac Arnold
& Platefull o' Blues 

feat. Paul Reddick


Sabato 23 Giugno 2012
(Piazza Matteotti - Torrita di Siena) 


" Unica data Italiana "

 

mac_arnold

 

 official web sitewww.macarnold.com

 

 

Dopo aver fatto parte, alla fine degli anni '60, della band del leggendario Muddy Waters prima e di John Lee Hooker poi in veste di bassista, attraversa gli anni '70 abbracciando la chitarra e orientandosi stilisticamente verso il R&B e il soul accompagnando così personaggi come Tyron Davis.


Riscoperto discograficamente oggi, dopo anni di oblio, ha inciso nell'ultimo lustro tre pregevoli cd tornando al blues più sanguigno anche se venato da sonorità più contemporanee.


 

Nel suo quarto tour europeo, sarà accompagnato dalla sua band americana che, in queste ultime date, ospiterà l'armonicista canadese Paul Reddick.    


Formazione
mac_arnold_2 

 

 

Mac Arnorld - basso / oli-can guitar / voce

Paul Reddick - armonica / voce
Austin Brashier - chitarra / voca

Max Hightower - tastiere / chitarra / voce

Dan Keilon - basso

Mike Whitt - batteria

 

 

 

 

 

 

 

Info biografiche dal sito ufficialeearly photo of young man

Mac Arnold must have known at an early age that his music career would read like a “Who’s who” of Blues/R&B Legends. His high school band “J Floyd & The Shamrocks” were often joined by none other than Macon, Georgia native, James Brown on piano. After deciding to pursue a professional music career, he joined the Charles Miller group until 1965 when he made the move to Chicago to work with recording artist/saxophonist A. C. Reed.

In late 1966, at age 24, came the opportunity of a lifetime to join the Muddy Waters Band and help shape the electric blues sound that inspired the rock and roll movement of the late 60’s and early 70’s. Regular guests of the band included Eric Clapton, Paul Butterfield, Mike Bloomfield, and Elvin Bishop. The Muddy Waters Band (as a unit) shared the stage with the likes of Howlin’ Wolfe, Elmore James, Jimmy Reed, Junior Wells, Big Joe Williams, and Big Mama Thornton just to name a few. During this time, Mac played on John Lee Hooker’s “live “album, Live at the Café Au Go-Go, as well as Otis Spann’s classic recording “The Blues is Where It’s At”.

 

After more than a year with Muddy Waters, Mac formed the Soul Invaders which backed up many artists, including The Temptations and B. B. King. In the early 70’s, he moved Los Angeles to work at ABC Television and LAFF RECORDS (Redd Foxx). This led to working on the set of Soul Train from 1971 to 1975 and then working with Bill Withers (“Lean On Me”) before moving back to South Carolina in the 80”s.

 

Mac & Muddy Waters

Muddy Waters photo

In 1965, having already established himself back home as a bass player, playing with J Floyd & the Shamrocks including James Brown on keyboard , Mac Arnold decided to take a trip to Chicago to check out the Blues scene. He was obviously impressed because 3 months later 24 year old Mac packed up and moved to the Windy City to expand his music career.

There was a club called the Green Bunny Club on 77 & Halstead St. where Mac first met his sax man A. C. Reed who at the time needed a bass player. Mac was the right man for the job. He played with A. C. for only a short time when he got a chance to play with Muddy Waters. He was asked to come out to Big John’s Grill on the North side to sit in with the band. Muddy asked him where he was from, he replied Greenville, South Carolina. Muddy said, “son, if you’re from the South, then you can play,” and so he did for over a year. His first gig with Muddy was the Mother Blues Club. The band’s line up was Luther Johnson on guitar, Sammy Lawhorn on guitar, Frances Clay on drums, Otis Spann on piano, Mac Arnold on bass, and Muddy on guitar and vocals. The band would play most of the show and Muddy would play the end of the set. On occasions he would play every other set. This gave the guys a chance to show their stuff. Mac had an edge because he’d been working with James Brown in the past. A lot of people had yet to of heard of James Brown, so when Mac would play that funky stuff, it got a lot of people’s attention. Mac is a left handed bass player, and if you listen to some of his early recordings, you will hear he was way ahead of his time.

The band would tour from the East to West Coast and all points in between. Cruisin’ in a 1965 Fleetwood Cadillac, all 7 band members and the driver (Bo) at the wheel. Bo could drive almost non-stop from St. Louis to San Francisco with no sleep. One time they were passing through Mississippi, they stopped in to see some of Muddy’s relatives and wound up doing a show. Mac stayed at Muddy’s cousin’s house, and when L. A. he would stay with George Smith and his family of 6 kids. While touring the West Coast, Mac fell in love with the California weather. When he returned to Chicago he told his wife “we’re moving.”

Mac talked to Muddy and told him he would give him time to find another bass player. Muddy wished him luck and said “he would have him back any time,” and that was it. Mac is one of the last surviving members of the Muddy Water’s era, and so Mac Arnold & Plate Full O’ Blues begins.

 

 
TORRITA BLUES 2012

Annunciato il primo artista internazionale
della 24° edizione di Torrita Blues
Joe Louis Walker
Venerdi 22 giugno 2012
(Piazza Matteotti - Torrita di Siena SI) 

joe_louis_walker
sito ufficiale www.joelouiswalker.com
 
     
Il Fillmore di San Francisco, conosciuto in tutto il mondo come il luogo d’origine del rock psichedelico, è anche la casa dell’elettrico blues moderno ed è il luogo dove uno dei più grandi pionieri del genere, Joe Louis Walker, è nato e cresciuto.
Vincitore di numerosi awards, con una profonda voce soul e talentuoso scrittore, dal 1986 ha portato un’innovazione musicale sulle scene, anche se la sua carriera risale a metà anni ’60.
Ancora sedicenne si esibisce con altri musicisti in uno dei locali più rinomati di San Francisco,The Matrix, dove divide lo stage e apre i concerti per tutti, da Lightnin’ Hopkins (che è uno dei primi che lo porta sul palco) a Jimi Hendrix e Thelonious Monk. Questi concerti esprimono perfettamente la facilità con cui Walker combina blues, rock, gospel, jazz e country come se non fosse mai esistito un confine tra tutti questi stili.
The New York Times dice di lui ”Walker è un cantante con una “Cadillac” di voce. Sprigiona un sentimentale, profondo blues. I suoi assoli di chitarra sono rapidi, vigorosi e incisivi, arricchiti da lamentosi blues.” In accordo con Living Blues è “uno dei mestri della musica moderna dei giorni nostri”. Rolling Stone lo definisce semplicemente “spaventoso”.
Niente è più evidente come nel suo album del debutto per Alligator Records, Hellfire, che, prodotto da Tom Hambridge (produttore anche degli ultimi due lavori vincitori di Grammy di Buddy Guy, Skin Deep e Living Proof, così come di Susan Tedeschi, George Thorogood e altri), è ricco di energetico rock e intenso blues.
Lui stesso, che ha scritto ben 7 delle undici tracce, dice che l’album è il più roccheggiante e allo stesso tempo profondamente soul della sua carriera.
La sua rovente chitarra e le sue naturali vocalità tinte di sfumature gospel si mescolano tra loro, dai toni psichedelici della traccia che dà il nome all’album (un tormentato e personale racconto della lotta del bene contro il male) al lento e implorante “What’s It Worth”  al  roccheggiante “Ride All Night”, “Hellfire è definito il lavoro di un uomo posseduto”. Il pezzo originale “Soldier For Jesus” (le cui armoniose vocalità sono di The Jordanaires, che appare anche in “Don’t Cry”) si integra perfettamente con le altre tracce, creando un senso tematico degno della tradizione di Al Green, Marvin Gaye e Prince, che combinano con successo i desideri carnali e le devozioni religiose.
Nato a San Francisco il giorno di Natale del 1949, nonostante non sia cresciuto al Sud, la sua esposizione al blues è pura e reale anche grazie ai genitori che, originari del Sud, portano con sé il loro amore per questa musica che passano anche al figlio.
Inizia a suonare la chitarra ancora ragazzino e a sedici anni, sotto la protezione del famosoFillmore Slim, si esibisce regolarmente nei club locali come supporto per altri artisti.
San Francisco diventa velocemente un punto di incontro per il blues, jazz e il rock psichedelico e Walter è proprio al centro di tutto questo. Oltre al The Matrix si esibisce regolarmente alFillmore West di Bill Graham.
Non solo accompagna e collabora con famosi nomi, ma anche con le sue personali conoscenze che lo hanno accompagnato e aiutato a fare progressi durante l’adolescenza.
Fred McDowell, Ike Turner, Albert King, Freddy King, Robert Jr. Lockwood, Lightnin’ Hopkins e molti altri hanno insegnato, nutrito e castigato il giovane; ricordiamo due eventi, uno con Hopkins che, mentre sta cantando sul palco, gli ordina di scendere a suonare le sue amare note, e l’altra con l’icona blues Willie Dixon che gli dice “Qual è il tuo stile? Tu hai bisogno di un tuo sound”. Walter accoglie il consiglio e sviluppa il suo profondo, melodico e sempre inprevedibile sound.
Nel 1968 incontra Michael Bloomfield che diventa una presenza importante nella sua carriera. Oltre a diventare un suo grande amico con il quale condivide anche l’appartamento fino alla morte di Michael nel 1981, introduce Walter ai grandi nomi del rock, incluso Sly Stone, Carlos Santana, Steve Miller, Bob Weir (dei Grateful Dead), Jorma Kaukonen (dei Jefferson Airplane) e anche la grande leggenda del jazz Wayne Shorter. Lo aiuta a spingersi verso la musica rock, diventando anche la sua più grande influenza. Walter è consapevole di tutto questo infatti, parlando di Bloomfield, dice: “Qualche volta posso sentire la sua presenza mentre suono”.
Dal 1975 al 1985 non si esibisce in altro che nella musica gospel, cantando e suonando per iThe Spiritual Corinthians e si laurea in “Inglese” e “Musica” al San Francisco State University. Durante la sua esibizione con la corale al New Orleans Jazz & Heritage Festival del 1985, Walter, ispirato dal R&B, blues e rock che aleggiano intorno a lui, decide di non porre più limiti a sé stesso ritornando così a suonare blues.
Grazie alla demo inviata alla Hightone Records firma il contratto con la stessa con la quale realizza, nel 1986,  il suo primo album Cold is the Night.
Fermamente legato alla tradizione del blues, gospel, R&B e rock, l’album cattura l’attenzione dei fans di tutta l’America. Billboard lo definisce “il blues contemporaneo trovato” The San Francisco Chronicle dice di lui “sapientemente aggiorna il suo sound senza tempo”.
Da questo momento Walter realizza altri 23 album e 2 DVD nonché dei tour mondiali, vince ben quattro Blues Music Awards, incluso il premio Album of the Year per Between A rock and a hard Place (Stony Plain Records) del 2010, viene nominato ben 43 volte e collabora come ospite di alcuni dei più grandi nomi del blues mondiali incluso l’apparizione nel lavoro di B.B. King e James Cotton vincitore di un Grammy.
Album dopo album, il suo pubblico cresce sempre di più così come i suoi tour e i suoi concerti; si esibisce ai maggiori festival Europei incluso Northsea Jazz Festival, Glastonbury, Notodden e Montreux così come a festival in Giappone, Australia, Tailandia, Irlanda, Turchia e Brasile e appare sulle televisioni nazionali esibendosi al Late Night With Conan O’Brien, The Don Imus Show e Later With Jools Holland in Inghilterra.
La critica e i fans lo celebrano da anni; Blues Revue lo definisce “uno dei blues contemporanei”, dinamico e innovativo musicista che realizza costantemente dell’eccitante musica. Nessun problema riguardo a cosa canta, Il suo approccio è carico di soul, profondo e magico. Living Blues dice “La sua trama è indelebilmente impressa con il suo marchio mescolato da emozioni e da un’impeccabile precisione, anche nella sua più completa esuberanza, Il suo sound è pieno di idee, non solo di note.”
Bluesman di immenso talento, Walter si esibisce costantemente in tutto il globo, con la sua infuocata chitarra e sputando fiamme con la sua voce, Hellfire segna un nuovo capitolo nella leggendaria carriera di Joe Louis Walker.
sito ufficiale: joelouiswalker.com/
Il Fillmore di San Francisco, conosciuto in tutto il mondo come il luogo d’origine del rock psichedelico, è anche la casa dell’elettrico blues moderno ed è il luogo dove uno dei più grandi pionieri del genere, Joe Louis Walker, è nato e cresciuto.
 
Vincitore di numerosi awards, con una profonda voce soul e talentuoso scrittore, dal 1986 ha portato un’innovazione musicale sulle scene, anche se la sua carriera risale a metà anni ’60.Ancora sedicenne si esibisce con altri musicisti in uno dei locali più rinomati di San Francisco,The Matrix, dove divide lo stage e apre i concerti per tutti, da Lightnin’ Hopkins (che è uno dei primi che lo porta sul palco) a Jimi Hendrix e Thelonious Monk.
Questi concerti esprimono perfettamente la facilità con cui Walker combina blues, rock, gospel, jazz e country come se non fosse mai esistito un confine tra tutti questi stili.The New York Times dice di lui ”Walker è un cantante con una “Cadillac” di voce. Sprigiona un sentimentale, profondo blues. I suoi assoli di chitarra sono rapidi, vigorosi e incisivi, arricchiti da lamentosi blues.” In accordo con Living Blues è “uno dei mestri della musica moderna dei giorni nostri”. Rolling Stone lo definisce semplicemente “spaventoso”.


Niente è più evidente come nel suo album del debutto per Alligator Records, Hellfire, che, prodotto da Tom Hambridge (produttore anche degli ultimi due lavori vincitori di Grammy di Buddy Guy, Skin Deep e Living Proof, così come di Susan Tedeschi, George Thorogood e altri), è ricco di energetico rock e intenso blues.Lui stesso, che ha scritto ben 7 delle undici tracce, dice che l’album è il più roccheggiante e allo stesso tempo profondamente soul della sua carriera.La sua rovente chitarra e le sue naturali vocalità tinte di sfumature gospel si mescolano tra loro, dai toni psichedelici della traccia che dà il nome all’album (un tormentato e personale racconto della lotta del bene contro il male) al lento e implorante “What’s It Worth”  al  roccheggiante “Ride All Night”, “Hellfire è definito il lavoro di un uomo posseduto”. Il pezzo originale “Soldier For Jesus” (le cui armoniose vocalità sono di The Jordanaires, che appare anche in “Don’t Cry”) si integra perfettamente con le altre tracce, creando un senso tematico degno della tradizione di Al Green, Marvin Gaye e Prince, che combinano con successo i desideri carnali e le devozioni religiose.

 

Nato a San Francisco il giorno di Natale del 1949, nonostante non sia cresciuto al Sud, la sua esposizione al blues è pura e reale anche grazie ai genitori che, originari del Sud, portano con sé il loro amore per questa musica che passano anche al figlio.Inizia a suonare la chitarra ancora ragazzino e a sedici anni, sotto la protezione del famosoFillmore Slim, si esibisce regolarmente nei club locali come supporto per altri artisti. San Francisco diventa velocemente un punto di incontro per il blues, jazz e il rock psichedelico e Walter è proprio al centro di tutto questo. Oltre al The Matrix si esibisce regolarmente alFillmore West di Bill Graham.

Non solo accompagna e collabora con famosi nomi, ma anche con le sue personali conoscenze che lo hanno accompagnato e aiutato a fare progressi durante l’adolescenza. Fred McDowell, Ike Turner, Albert King, Freddy King, Robert Jr. Lockwood, Lightnin’ Hopkins e molti altri hanno insegnato, nutrito e castigato il giovane; ricordiamo due eventi, uno con Hopkins che, mentre sta cantando sul palco, gli ordina di scendere a suonare le sue amare note, e l’altra con l’icona blues Willie Dixon che gli dice “Qual è il tuo stile? Tu hai bisogno di un tuo sound”. Walter accoglie il consiglio e sviluppa il suo profondo, melodico e sempre inprevedibile sound.

Nel 1968 incontra Michael Bloomfield che diventa una presenza importante nella sua carriera. Oltre a diventare un suo grande amico con il quale condivide anche l’appartamento fino alla morte di Michael nel 1981, introduce Walter ai grandi nomi del rock, incluso Sly Stone, Carlos Santana, Steve Miller, Bob Weir (dei Grateful Dead), Jorma Kaukonen (dei Jefferson Airplane) e anche la grande leggenda del jazz Wayne Shorter. Lo aiuta a spingersi verso la musica rock, diventando anche la sua più grande influenza. Walter è consapevole di tutto questo infatti, parlando di Bloomfield, dice: “Qualche volta posso sentire la sua presenza mentre suono”.

Dal 1975 al 1985 non si esibisce in altro che nella musica gospel, cantando e suonando per iThe Spiritual Corinthians e si laurea in “Inglese” e “Musica” al San Francisco State University. Durante la sua esibizione con la corale al New Orleans Jazz & Heritage Festival del 1985, Walter, ispirato dal R&B, blues e rock che aleggiano intorno a lui, decide di non porre più limiti a sé stesso ritornando così a suonare blues.Grazie alla demo inviata alla Hightone Records firma il contratto con la stessa con la quale realizza, nel 1986,  il suo primo album Cold is the Night.Fermamente legato alla tradizione del blues, gospel, R&B e rock, l’album cattura l’attenzione dei fans di tutta l’America. Billboard lo definisce “il blues contemporaneo trovato” The San Francisco Chronicle dice di lui “sapientemente aggiorna il suo sound senza tempo”.

Da questo momento Walter realizza altri 23 album e 2 DVD nonché dei tour mondiali, vince ben quattro Blues Music Awards, incluso il premio Album of the Year per Between A rock and a hard Place (Stony Plain Records) del 2010, viene nominato ben 43 volte e collabora come ospite di alcuni dei più grandi nomi del blues mondiali incluso l’apparizione nel lavoro di B.B. King e James Cotton vincitore di un Grammy.

Album dopo album, il suo pubblico cresce sempre di più così come i suoi tour e i suoi concerti; si esibisce ai maggiori festival Europei incluso Northsea Jazz Festival, Glastonbury, Notodden e Montreux così come a festival in Giappone, Australia, Tailandia, Irlanda, Turchia e Brasile e appare sulle televisioni nazionali esibendosi al Late Night With Conan O’Brien, The Don Imus Show e Later With Jools Holland in Inghilterra.

La critica e i fans lo celebrano da anni; Blues Revue lo definisce “uno dei blues contemporanei”, dinamico e innovativo musicista che realizza costantemente dell’eccitante musica. Nessun problema riguardo a cosa canta, Il suo approccio è carico di soul, profondo e magico. Living Blues dice “La sua trama è indelebilmente impressa con il suo marchio mescolato da emozioni e da un’impeccabile precisione, anche nella sua più completa esuberanza, Il suo sound è pieno di idee, non solo di note.”

Bluesman di immenso talento, Walter si esibisce costantemente in tutto il globo, con la sua infuocata chitarra e sputando fiamme con la sua voce, Hellfire segna un nuovo capitolo nella leggendaria carriera di Joe Louis Walker.

 

RICK ESTRIN & THE NIGHTCATS

(Brano di apertura del concerto - da paura Kid Anderson il chitarrista pulp)

 

TORRITA BLUES 2011

 

25 giugno

 

 

 

RICK ESTRIN & THE NIGHTCATS

 

INCREDIBILE ! Rick riesce a suonare persino con l'armonica in bocca senza usare le mani
Assomiglia sempre di più a Sonny Boy Williamson II 

 

Torrita Blues 2011

 

25 giugno 

 

 

 

RICK ESTRIN & THE NIGHTCATS

 

KID ANDERSEN
(IL CHITARRISTA PULP DI RICK ESTRIN & THE NIGHTCATS)

in un medley pulp tarantiniano che ha impressionato il pubblico del Torrita Blues

 

Torrita Blues 2011

 

sabato 25 giugno

 

 

 

 

Alvin Youngblood Hart

 

Torrita Blues 2001

24 giugno

 

 

 

Zac Harmon 

 

Torrita Blues 2011

 

24 giugno

 

 

 

 

ALVIN YOUNGBLOOD HART

 

Torrita Blues 2011

 

Sound Check

 

 

 

 

logotorritablues 

Chi siamo

 

 

Torrita Blues è un'importante rassegna musicale che si svolge da ventiquattro anni a Torrita di Siena in una splendida cornice medievale nel cuore della ridente Toscana. Tra le prestigiose colline senesi a pochi passi da  Pienza, Montepulciano e Montalcino c’è un piccolo castello medievale, Torrita di Siena, dove ogni anno nell’ultimo fine settimana di giugno si svolge uno dei più importanti festival blues italiani: Torrita Blues

Festival.

Nato nel 1989, è giunto alla 24° edizione è diventando un appuntamento imperdibile per migliaia di fans ogni anno vengono a Torrita di Siena. Tra centinaia di artisti che hanno partecipato al  Torrita Blues ne ricordiamo alcuni dei più significativi: Peter Green, Taj Mahal, John Mayall, Robben Ford, Roy Rogers, Bettye Lavette, Popa Chubby, Canned Heat, Eric Sardinas, Jimy Dawkins, Sam Myers, LutherAllison, Charlie Musselwhite, James Cotton, Magic Slim, Shemekia Copeland, Tom Principato, Michael, Coleman, Carey BellMolte sono le iniziative portate avanti dall’associazione in questi anni: il gemellaggio con New Orleans in occasione del Torrita Blues 2006, l’adesione alla “Blues Foundation” di Memphis (USA) della quale ne fanno parte le più importanti Associazione Blues nel mondo, Effetto Blues, rassegna dedicata alle blues band italiane. Torrita Blues partecipa aderisce inoltre all'iniziativa Playing For Change un progetto mondiale che ha come obiettivo quello di portare un messaggio di pace attraverso il linguaggio universale della musica e fornire supporto ai giovani in situazioni di disagio sociale. Non ultimo il mitico viaggio dal 28 aprile al 9 maggio di una delegazione del Torrita Blues in America in rappresentanza del blues italiano alla 32° edizione dei Blues Music Awards tenutasi a Memphis il 5 maggio alla presenza dei maggiori esponenti mondiali del blues stringendo contatti molto importanti per il futuro.

 

Breve storia dell’Associazione Culturale Torrita Blues


L’Associazione Culturale Torrita Blues è nata a Torrita di Siena nel 1989 dalla volontà di Luca Romani che coinvolgendo un gruppo di amici  uniti dalla passione per la musica blues si sono ritrovati nell’estate del 1989 a realizzare il primo Festival grazie anche al contributo di Fabio Treves. Il successo della prima edizione ha convinto gli organizzatori a proseguire sulla strada del blues anche neglianni successivi, i più grandi nomi del panorama blues mondiale sono passati sul palco del Torrita Blues: John Mayall, Peter Green, Roy Rogers, Robben Ford, Charlie Musselwhite, Luther Allison, James Cotton, Taj Mahal, John Mooney, Canned Heat, Magic Slim, Billy Branch, Shemekia Copeland, Jimi Dawkins solo per citarne alcuni fra centinaia di artisti in 24 anni di attività. Nel corso degli anni l’Associazione culturale Torrita Blues si è particolarmente distinta per una serie di iniziative legate al blues e al territorio. L’ultima in ordine di tempo è il gemellaggio con la città di New Orleans che ha caratterizzato l’edizione 2006 del Torrita Blues. Il gemellaggio, che ha coinvolto anche altri comuni della Valdichiana, è stata anche l’occasione per dimostrare solidarietà alla città americana colpita dall’uragano Katrina nell’agosto del 2005. Grandi artisti della Louisiana, la ricreazione del clima del French Quarter di New Orleans con una serata dedicata ai prodotti tipici cucinati da due cuochi provenienti direttamente da New Orleans. Oltre a questa vogliamo ricordare l’affiliazione del Torrita Blues alla Blues Foundation avvenuta nel 2005 grazie alla quale siamo di diritto membri ufficiali della giuria per i Blues Music Awards , gli oscar del blues che si svolgono ogni anno a Memphis( TN) nel mese di Maggio. Nello stesso anno è stato realizzato Effetto Blues, il primo concorso per blues band italiane che quest’anno, giunto alla terza edizione, ha coinvolto più di 60 band. Notevole importanza sta  assumendo la presenza su internet del nostro sito www.torritablues.it che dal 1996 (anno della realizzazione) ad oggi conta più di 10 milioni di visitatori, con una media di 80.000 visite al mese con punte di 200.000 nei giorni del festival. Il sito è sempre ai primi posti sui motori di ricerca(con la parola “Blues”).
In più occasione i media sono venuti in visita, da Rai 3 con uno speciale sul festival 2005 o Radio Capital con la trasmissione “Area Protetta” di Sergio Mancinelli, a Radio 3 con la trasmissione “Aladino”. L’impegno dell’associazione ha visto anche il coinvolgimento della scuola, sono state realizzate mostre fotografiche, di poster, di copertine di dischi. In più di un occasione durante il festival sono stati registrati dischi live che portano il nome di Torrita Blues. Abbiamo realizzato due libri, nel 1998 in occasione dei primi 10 anni di festival e nel 2009 in occasione del ventennale della manifestazione. Anche il mondo dell’editoria musicale ci fornisce ampie pagine di riconoscimento, come Guida alla Musica in Italia o altri speciali sulla rivista “Il Buscadero”, “Il Blues Magazine”, l’internazionale “Blues Revue”, senza considerare la sempre più frequente stampa sul web. Dal 2008 sul sito www.torritablues.it è stato lanciato TBlues Channel la web TV del Torrita Blues dove è possibile rivivere molti momenti in video delle passate edizioni del Festival. Una delle ultime iniziative è stata la proiezione del film documentario Play For Change un progetto musicale che ha coinvolto artisti di ogni parte del mondo che hanno suonato e cantato su brani musicali senza essersi mai incontrati, il tutto per promuovere la musica come simbolo di cambiamento e di pace.

Lo scopo dell’Associazione Culturale Torrita Blues è e rimane quello di far conoscere e diffondere la musica blues.

I componenti dell’Associazione Culturale Torrita Blues:

Luca Romani (Presidente e Direttore Artistico); Riccardo Roghi (Vice Presidente); Alfredo Capitani (Segretario) Federico Romani (Tesoriere) Alessandro Giannini (Responsabile Comunicazione online); Roberto Davitti; Carlo Bazzoni

 

I  membri dell'Associazione Culturale Torrita Blues

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Federico - Roberto - Riccardo - Alessandro - Carlo - Luca - Alfredo

 

 

 

 
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