
|
Benvenuti nella Città di Torrita di Siena. Torrita di Siena ha sfruttato la propria posizione nel cuore della Valdichiana, per trasformare la sua economia, passando dall'agricoltura, un tempo unica attività della popolazione, all'industria ed all'artigianato. Aziende di piccole e medie dimensioni sono sorte velocemente a Torrita, per lo più dedite alla lavorazione del legno, alle confezioni ed ai laterizi, aumentando la potenzialità del piccolo ma operoso comune. |
La storia - Personaggi
famosi - Mounumenti - La
Passeggiata - Cultura - Gastronomia
-
Il Palio dei Somari - Manifestazioni
- Sports - Numeri Utili - Itinerari
![]()
| Le
prime tracce documentali dell'esistenza di Torrita risalgono al 1037 dove la sua denominazione appare in un codice amiatino; va comunque detto che sono stati effettuati ritrovamenti di tracce di insediamenti etruschi e romani anche se non esistono possibilità di ricostruirne la storia. La sua evoluzione porta a cambiare, nel corso dei secoli, da pagus a castrum, ossia villaggio circondato da mura o fortificazioni. Sotto il dominio della Repubblica di Siena, Torrita viene posta a baluardo in difesa dei confini meridionali dello Stato Senese insieme a Ciliano e Montefollonico nella secolare lotta contro i Fiorentini che trovavano in Montepulciano il loro estremo punto di conquista. Il castello di Torrita era protetto da una cinta muraria e da torri di cui restano ancora nove basamenti, ed era dotato di tre porte: Porta a Gavina, Porta a Pago, Porta a Sole. Innumerevoli sono gli episodi bellici che vedono Torrita coinvolta nell'arco di tre secoli al fianco di Siena contro Firenze. Da citare la ricostruzione delle mura di cinta avvenuta nel l528 ad opera dell'architetto Baldassarre Peruzzi; l'entrata a far parte del Granducato di Toscana nel l557 in conseguenza di una dura sconfitta da parte dell'esercito di Carlo V, alleato di Firenze; la fondazione dell'Accademia degli Oscuri, con sede nell'omonimo Teatro nel l763. |
| Fra' Jacopo È certamente il personaggio più illustre e celebre di Torrita. Francescano, restauratore dell'arte del mosaico nel XIII secolo ed anche pittore. Non esistono prove che Torrita gli abbia dato i natali ma antica è la tradizione che lo afferma. Viene ricordato dalla via che porta alla Collegiata e da un medaglione nella sala del Consiglio Comunale dove è ritratto come un bel frate gioviale. Nella "Enciclopedia del Cristianesimo" edita nel 1947, a proposito di fra Jacopo si legge: "Jacopo da Torrita prese il nome dal paese natale '. Va ricordato per le sue opere della fine del XIII secolo ed in particolare per i mosaici mariani in Santa Maria Maggiore a Roma, dove nell'abside sono stati da lui compiuti lavori di restauro con proprie modifiche. Altre sue testimonianze sono i vari tondi dipinti nella seconda crociera della Basilica Superiore di Assisi. Ghino di Tacco Nacque a Torrita dalla famiglia Cacciaconti Monacheschi Pecorai, una delle famiglie dei grandi di Siena. Il padre Tacco assieme ai suoi due figli, Ghino e Turino, commetteva furti e rapine ed aveva anche appiccato il fuoco al castello di Torrita ; fu condannato per aver ferito gravemente Jacopino da Guardavalle. Il Comune di Siena combatté molto contro Tacco ed alla fine lo catturò assieme al figlio minore Turino, giustiziandoli nella piazza del Campo. Ghino fu invece espulso dal contado senese e si rifugiò, a Radicofani, punto di collegamento tra il dominio Pontificio e lo Stato di Siena. Volle poi punire il giustiziere del padre e così andò a Roma al comando di quattrocento uomini, entrò in tribunale e tagliò la testa a Benincasa di Arezzo, infilandola sulla picca; tornò quindi a Radicofani dove cominciò ad esercitare ampiamente l'"arte della rapina". Era però un gentiluomo che prima di estorcere si informava sui reali possedimenti della propria vittima, lasciandole sempre di che vivere; era persona generosa con i poveri e gli studenti. Memorabile il trattamento riservato all'abate di Clunj, catturato mentre si recava alle acque termali di San Casciano dei Bagni per curare un mal di stomaco. L'abate venne rinchiuso e nutrito con pane e fave secche che gli guarirono prodigiosamente il male; riconoscente l'abate intercesse presso il papa Bonifacio VIII ai fini di una riconciliazione con Ghino. Il Papa si convinse e lo nominò Cavaliere di S.Giovanni e Friere dell'ospedale di Santo Spirito, titolo che annetteva una vasta commenda. Il luogo della morte è incerto, alcuni dicono Roma, Benvenuto da Imola lo vuole assassinato a Sinalunga. Lapide con stemma della famiglia Pecorai e scritta tratta dalla Divina Commedia (Purg. VI 13,14) (facciata del Palazzo Comunale) |
|
Monumenti Civili |
| Il centro storico di Torrita di Siena, racchiuso entro la cinta muraria risalente al XII secolo e di cui si possono ancora osservare alcune parti, offre al visitatore angoli caratteristici e opere d arte non trascurabili. Percorrendo i vicoli del paese ci si sente avvolti da un alone misto di storia e di leggenda, basti pensare a Via Ghino di Tacco, Via dei Pecorai o Via della Lupa e la serena quiete è resa più piacevole dai profumi della cucina, di cui le massaie torritesi tramandano la tradizione. L'accesso dalla Porta Nova consente di giungere come prima tappa alla Piazza Matteotti, da sempre centro della vita politica, religiosa e culturale del paese. Vi si possono infatti ammirare il Palazzo Pretorio (oggi sede del Comune) di origine duecentesca, che staglia verso l'alto la sua torre oggetto nei secoli di numerosi restauri, il teatro Comunale e la chiesa delle SS. Flora e Lucilla. La piazza rappresenta il punto di incrocio delle strade che conducono alle quattro porte di accesso al paese e conserva ancora al centro l'antica cisterna (o pozzo) che nei secoli passati era utilizzata per l'approvvigionamento idrico di tutto il paese. Accanto al Palazzo Comunale sorge il Teatro Comunale "degli Oscuri" nato per volontà dell'omonima Accademia nel XVIII secolo ed all'interno del quale è visibile un busto collocato per celebrare il cantante lirico Giulio Neri, cui Torrita ha dato i natali nel 1909 e del quale è ancora molto vivo il ricordo tra i suoi concittadini. La romanica chiesa di S. Flora e Lucilla è la più antica entro le mura del castello, risale al 1300 e conserva numerose opere d'arte, tutte degne di nota. La più importante è senz'altro la lunetta in bassorilievo "Il sangue del Redentore", attribuita al Donatello (1450 circa), il cui restauro le ha pienamente restituito l'antica armonia e bellezza. Di particolare pregio è il trittico posto sopra l'altare di sinistra, opera di Taddeo di Bartolo, pittore senese del 1300, raffigurante il Presepio, S.Antonio Abate e S.Agostino. Sull'altare laterale di destra è visibile una crocifissione datata 1444, di scuola fiorentina; si può inoltre ammira re una tela raffigurante la Madonna con Bambino e gli apostoli Andrea e Giovanni, opera di Benvenuto di Giovanni. Del 1592 è l'altra tela, raffigurante l'Annunciazione, opera di Francesco Vanni, massimo esempio dello stile manieristico senese. La tela "la visione del Beato Ambrogio Sansedoni", proveniente dalla chiesa della Madonna delle Fonti, è attribuita a Francesco Volpi ed è datata XVIII secolo. Proseguendo lungo la via Ottavio Maestri si incontra la chiesa di S.Croce, edificata nel l642; è in stile barocco e conserva una tela del pittore senese Francesco Rustici detto il Rustichino. La chiesa di S.Martino e Costanzo è stata costruita nel l63l, a croce latina, conserva all'interno la "campana grossa" risalente al 1454. Percorrendo la Ai Caduti Vicolo dello Spedale Piazza Matteotti: il Palazzo Comunale Chiesa della Madonna delle Nevi Il centro storico vicina via della lupa, si può ammirare nelle giornate soleggiate una splendida vista della Valdichiana: fertile pianura, una volta palude, bonificata da Leopoldo II di Toscana ad opera dell'architetto Fossombroni, rappresenta la fonte da cui Torrita di Siena trae i prodotti della sua fiorente agricoltura. La via della Lupa conduce alla Porta a Gavina, forse la più nota delle quattro porte, non solo per l'architettura e per il portone ligneo del 1200 (recentemente restaurato), ma anche per l'episodio storico della "Lupa". Si narra che quando i Fiorentini con l'ausilio delle truppe tedesche assediarono Torrita (1544), fu catturata un'anziana donna chiamata Nencia, la quale veniva obbligata ad inneggiare il Duca di Firenze; fedelissima alla Repubblica di Siena, la donna inneggiò invece alla Lupa e per questo i soldati tra molestie e insulti le inchiodarono mani e piedi alla Porta Gavina, dove Nencia continuò a gridare "Lupa, Lupa" fino alla morte. In ricordo di questo eroico gesto i Torritesi hanno intitolato alla donna la Via della Lupa. La Via Cesare Battisti conduce alla Porta a Pago, che si apre sul lato nord delle mura. Il suo nome deriva da "pagum", l'antico villaggio che sorgeva sulla collina antistante, altre fonti la collegano al pagamento del dazio per l'arrivo delle merci nel paese. Risalendo la Via Dante Alighieri, si giunge di nuovo nella Piazza Matteotti, da cui, attraverso la Via Ghino di Tacco, il vicolo dei Fabbri e il vicolo dell'Ospedale, si possono ammirare a angoli meno noti ma molto caratteristici, come le arcate di pregevole fattura e gli edifici che conservano il loro aspetto inalterato nel tempo. Per uscire dalla cinta muraria si arriva alla Porta a Sole, ove probabilmente sorsero le prime case di legno abitate dalle famiglie dei soldati preposti alla difesa del castello. Davanti al visitatore si apre lo spazio denominato "Gioco del pallone", luogo di ritrovo per i giocatori di tamburello e teatro della festa paesana del "Palio dei somari ". In fondo al "Gioco", come comunemente viene denominato lo spiazzo, si erge nella sua purezza di forme il piccolo oratorio dedicato alla Madonna delle Nevi, costruito nel 1525 in onore di Maria, allorché una grave pestilenza afflisse la Comunità. Sul portone d'ingresso è collocata una copia della Lunetta di Donatello, poiché originariamente l'opera era qui ospitata; all'interno si trova un affresco attribuito a Girolamo Benvenuto del Guasta, raffigurante l'Assunzione di Maria. Lungo la strada che conduce a Sinalunga si trova la chiesa della Madonna delle Fonti, sorta nel 1665 per ricordare i prodigio verificatisi presso una fonte d'acqua che sorge nel luogo. Imboccando poi la strada che corre tra due file di cipressi e che conduce al cimitero, troviamo la più antica chiesa di Torrita, la Madonna dell'Olivo, anticamente dedicata a S.Costanzo, patrono del paese. Secondo alcune fonti l'edificio sarebbe stato costruito sui resti di un antico tempio dedicato a Cerere, dea della fecondità dei campi. |
|
Biblioteca Comunale - P.zza
Matteotti,1 - Teatro Comunale "degli
Oscuri" - P.zza Matteotti,l 2 - Mostra Contadina Arti e Mestieri
- Via 0. Maestri - Archivio storico c/o Biblioteca
Comunale - Circolo Culturale "Fra'
Jacopo da Torrita" Via Battisti, 5 - Centro Culturale di
Montefollonico - Via Landucci - Società Filarmonica "Guido Monaco" - Via Ghino di Tacco - Tel. 0577/685057 Comitato Sagra S.Giuseppe - Via B. Peruzzi |
|
I Pici
I pici sono nati come piatto
povero della cucina contadina, basti pensare agli ingredienti: farina,
acqua e sale. L'importante di questo piatto è che siano fatti a mano. Tra
i condimenti usati per questa pasta vi sono il ragù di carne, di nana,
oppure quello più semplice con le briciole. In una padella si fa scaldare
abbondante olio di oliva, si aggiunge l'aglio tritato molto finemente e
quando inizia ad imbiondire si versano le briciole di pane che devono
assumere un colore dorato, poi si unisce al tutto un po' di peperoncino e
sale.
Insieme di ortaggi bolliti con fagioli; versata bollente su pane raffermo.
Pasta all'uovo fatta a mano, tagliata sottile e cotta nel brodo dei fagioli. Servita anche con fagioli.
Cotto prevalentemente nel forno a legna con rosmarino e salvia, servito con patate e verdure fresche. Pulezze e salsiccia Foglie di rapa bollite e saltate in
padella con olio e aglio e servite come Ciambellini Dolci di Pasqua dalla tradizione
contadina con uova, farina, burro e Vino locale
|
| La manifestazione è nata circa trent'anni or sono per iniziativa di un gruppo di Torritesi che volevano creare una festa popolare in onore di S.Giuseppe, patrono . dei falegnami, dato che a Torrita di Siena la lavorazione del legno è un'attività molto diffusa. La festa doveva esaltare due componenti del lavoro dell'uomo: la fatica e la semplicità; fu scelto a simbolo il somaro, infaticabile e umile animale. Il primo palio fu corso nel 1966 da quattro contrade, in rappresentanza delle quattro porte cittadine. Considerato l'entusiasmo con il quale venne accolta l'iniziativa, si allargò il numero delle contrade per estendere la partecipazione anche alle zone a valle del paese. Attualmente le contrade sono otto: Porta a Pago, Porta a Sole, Porta a Gavina, Porta Nova, Cavone, Le Fonti, la Stazione e Refenero. Ogni contrada ha i suoi colori, il proprio stemma e le comparse, costituite dalla Dama, l'Alfiere, sbandieratori e tamburini ed una serie di altre figure, tutte impeccabilmente vestite con ricchi costumi. La festa si celebra nella domenica successiva al 19 marzo di ogni anno e la corsa è preceduta dal Corteo Storico e dalle sbandierate della domenica mattina, quando il Centro Storico, tra uno sventolio di bandiere, accoglie non solo i sostenitori delle contrade, ma anche i numerosi visitatori. La sera prima viene effettuata la gara fra gli sbandieratori e i tamburini delle otto contrade, premio ambitissimo. La domenica mattina le contrade fanno il loro ingresso nella piazza Matteotti e dopo la Santa Messa nella chiesa di S.Flora e Lucilla, gli sbandieratori si esibiscono mostrando la loro abilità Quindi finiti i numeri inizia la sfilata del Corteo Storico che si snoda lungo i vicoli del centro storico. Nel pomeriggio, verrà consegnato il premio ai migliori sbandieratori e tamburini. Fino a qualche anno fa gli otto somari venivano abbinati a sorte alle contrade prima della corsa; da qualche anno il sorteggio avviene il sabato precedente, (dove tra l'altro si apre la settimana del palio con le taverne nel centro storico)La gara si disputa in quattro batterie eliminatorie ed una di recupero a cui partecipano le quattro contrade sconfitte. La corsa finale, con cinque contrade, (dal 2000 il vincitore della batteria di recupero parte di rincorsa, visto la difficoltà che si riscontrava ogni anno alla partenza) si disputa su tre giri di pista, mentre dalle tribune i contradaioli inneggiano con canti e grida tra lo sventolio delle bandiere. Sulla pista i somari sono i veri protagonisti, offrendo uno spettacolo del tutto particolare: si arrestano all'improvviso per riprendere poi la corsa di gran carriera, facendo magari cadere il fantino, oppure percorrono la pista in senso contrario. La contrada vincitrice avrà come premio il Palio, un drappo dipinto che verrà portato nella sede di contrada per i festeggiamenti fino a notte inoltrata. |
|
Gennaio Fiera di S. Antonio (22) Marzo Palio dei Somari corso dalle otto contrade corteo storico in costume (19)
Festa al Capannone in onore del Patrono S.Macario Processione e corsa dei cavalli in pista (14)
Torrita blues due giorni di
musica Amici del Blues di Torrita Raduno di macchine d'epoca
Estate Torritese in collaborazione con Pro-Loco e Comune: concerti, mostre, manifestazioni (Torrita e Montefollonico) Agosto Ruzzolata del cocomero gara tra le contrade cittadine Montefollonico (20) Settembre Fiera allo Scalo (16 e 17) Dicembre Mostre di pittura e scultura
(Biblioteca Comunale) |
|
Stadio Comunale (pista per atletica) - Via P. del Cadia - Tel. 0577 / 686333 Circolo ricr. S.Domenico (tennis) - Via Marche Scuola Media G.Parini (pallavolo) - Via Mazzini
- Campo di tamburello - Via Marche Palestra di Judo - Via Pass. Garibaldi - Scuola di danza classica Campo sportivo di Montefoffonico |
|
Numeri di Pubblico interesse Ufficio Turistico c/o Biblioteca
Comunale Azienda Promozione Turistica V.Sabatini, 7 -
Chianciano Ufficio Postale Via Svizzera,1 Ufficio Postale V.Landucci Montefollonico Pro-Loco Via O. Maestri Carabinieri Via Mazzini.12 Vigili Urbani Via O. Maestri 6 Lagor Autonoleggio Via Aldo Moro, 4
Cartoleria Boscagli Via Lauretana Nard, 2 Bar Sassolini Via Mazzini, 12 Albergo Belvedere V. Trav. Valdichiana Ovest Bar Lo Sport V.deGiglio Montefollonico
Urgenze Pronto Soccorso Ospedale di Sinalunga Guardia Medica Ex ospedale Maestri Pubblica Assistenza Via della Coatituzione,1 Ass. di Misericordia Via 0. Maestri, 32 Farmacia Bufalini P.zza Nazioni Unite, 22 Farmacia Raccanello V.Coppoli Montefollonico
Monte dei Paschi di Siena - Via Mazzini,
93 Cassa di Risparmio di Firenze - Via Mazzini, 12
Banca Credito Cooperativo - Via Mazzini,
77 |
| Per chi desideri evadere della quotidiana routine per godere di una natura incontaminata, per riscoprire quei piccoli borghi intatti nelle loro peculiari caratteristiche dei tempi passati, Montefollonico con i suoi dintorni può soddisfare questi desideri. La Frazione di Torrita di Siena si trova a sud del capoluogo, lungo la strada che conduce a Pienza ed è situata su di un colle che funge da spartiacque tra la Val d'Orcia e la Val di Chiana. Il borgo si formò intorno all'anno 1000, accogliendo gli abitanti dei villaggi vicini (Orsina, Feroniano, S.Valentino, Oppiano) e fu sempre strettamente legato alla storia di Siena, assumendo per la Repubblica importanza strategica, quale castello fortificato di confine. Di questo ruolo di fortificazione ne è testimonianza l'aspetto militare delle mura, in alcuni tratti ben conservate, con i sette torrioni e le tre porte di accesso al castello (Porta del Triano, Porta di Follonica, Porta del Pianello). La Porta del Pianello è fornita di antiporto e di una doppia arcata di accesso. All'interno delle mura si può ammirare il Palazzo Pretorio o Palazzo di Giustizia, ove si radunavano i Consigli che governavano il paese; la sua costruzione risale al XIII secolo. Poco distante si trova la chiesa di S. Leonardo, una delle Pievi di architettura romanica più importanti del territorio senese. L'edificio, a cui si accede da una scalinata in pietra, è costruito con bozze di pietra locale, l'interno presenta pregevoli opere di epoche diverse. La Porta del Triano (situata a sud) ha un solido muro di pietra e sull'arco che la sormonta vi è l'iscrizione che attesta la sua costruzione nell'anno 1294, per opera del maestro senese Bernardino Ristori. La Porta a Follonica era un tempo fiancheggiata da due baluardi rotondi, uno dei quali si conserva tutt'oggi. Uscendo dal paese si può ammirare, al di fuori della cinta muraria, la chiesa della Madonna del Triano, una costruzione seicentesca recentemente restaurata, il cui campanile in mattoni rossi si erge sul verde delle colline circostanti; da questa posizione si può osservare uno splendido paesaggio con vista su Montepulciano, la Valdichiana e la Valdorcia. Il nome di Montefollonico, anticamente Monte a Follonica, trae origine dall'attività principale dei suoi abitanti: la lavorazione dei panni o follatura. Il laboratorio, abbisognando d'acqua, doveva trovarsi in basso, nelle vicinanze di un torrente ove sorse anche l'Abbazia Benedettina, di cui si possono osservare oggi i ruderi delle navate e della cripta, che fanno ipotizzare la presenza di una costruzione imponente, riconducibile a l romanico primitivo. Dall'abbazia o "Convettaccio" come viene comunemente chiamato, si può proseguire attraverso un sentiero sino alla chiesa di S. Valentino, una delle Pievi contese fin dal secolo VIII dai vescovi di Siena e di Arezzo. Immerso nel verde dei boschi si trova il villaggio di Oppiano, la cui esistenza è documentata sin dal 1037. Degno di menzione è anche il Palazzo Tori o Gori, che conserva ancora l'aspetto di costruzione fortificata che in epoca medioevale, ospitava una guarnigione militare. Nelle vicinanze di Torrita, su una collina rivolta verso Montepulciano, sorgeva il Castello di Ciliano, roccaforte di frontiera fra i territori di Siena e Firenze e per questo centro di numerose battaglie. Il castello fu incendiato nel 1202 dagli abitanti di Montepulciano e successivamente ricostruito. Oggi vi si trovano una piccola chiesa e un agglomerato di case rurali. |
![]()
![]()
© Torrita Blues